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Scoppia la polemica sul green pass richiesto in centro per tornare a casa

Scoppia la polemica sul green pass richiesto in centro per tornare a casa

Il caso durante “Sarzassa in festa” coinvolge il dottor Baronia Bini: «Non dipende da noi, ma ci ha messo pochi metri in più»

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Castelnovo Monti. Le polemiche che attraversano tutta Italia legate al green pass, tra favorevoli e contrari, irrompono anche Castelnovo Monti. Ha aperto un dibattito molto ampio anche sui social la lettera aperta inviata da Giovanni Baronia, conosciutissimo e stimato medico castelnovese in pensione, sulla richiesta ricevuta venerdì scorso: esibire il certificato verde mentre stava tornando a casa dopo una passeggiata in centro.

L’occasione era la serata di venerdì, quando per tradizione a Castelnovo Monti i negozi sono aperti. «Abito nella strada centrale e con mia moglie ho deciso di fare una passeggiata. Poco più tardi, visto il poco movimento, volevamo fare rientro a casa – spiega in una lettera pubblicata su un giornale e che ha fatto il giro dei social –. Ci hanno fermato gli addetti alla protezione civile dicendoci che non potevamo rientrare al nostro domicilio in centro non avendo il green pass». «Preciso che nessuno di noi due, per scelta e per problemi di salute che non ritengo debbano essere comunicati a nessuno, è vaccinato. Ho telefonato al sindaco per comunicargli il fatto e la risposta è stata che era un’ordinanza prefettizia, quindi io avrei dovuto trovare una soluzione alternativa per andare in centro paese dove abito. Ora mi chiedo: se non posso più rientrare a casa mia in qualsiasi orario da una strada pubblica, non siamo di fronte a un regime totalitario con restrizione della libertà di circolazione? Mi sono sentito ghettizzato, neanche in Bielorussia, dove sono stato recentemente, mi era capitata una cosa simile».

Era il primo giorno di entrata in vigore del green pass, richiesto anche per eventi all’aperto come le fiere: è per questa ragione che per esempio a Carpineti la manifestazione è saltata. La spiegazione del sindaco, Enrico Bini, non è tardata: «Il 6 agosto per la manifestazione “Sarzassa in festa” abbiamo chiuso e transenna 200 metri circa di via Roma. Era il primo giorno di applicazione del green pass e le indicazioni che avevamo ricevuto era che anche per le manifestazioni all’aperto era necessario circoscrivere un’area e richiedere il pass. Indicazioni che poi nei giorni seguenti sono cambiate su precisazioni del governo. Confermo che la sera stessa mi sono sentito con Giovanni Baroni e gli ho spiegato che poteva arrivare a casa con un percorso alternativo che avrebbe richiesto pochi metri in più. Mi spiace per quanto è successo, ma non si trattava di disposizioni decise da noi, ma dell’applicazione di quanto ci era stato comunicato anche dalla prefettura. Ora, a seguito delle nuove indicazioni, per questo tipo di eventi non dovremo più richiedere il green pass. Per noi farlo non rappresenta in alcun modo un accanimento, anzi si tratta di un’incombenza alquanto complessa di cui faremmo volentieri a meno». Sui social si è aperta l’ormai consueta diatriba “tra guelfi e ghibellini”.

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