A Cerezzola il torrente Enza è in secca Il “mare dei reggiani” resta senz’acqua
Canossa, le foto del corso d’acqua ridotto a un rigagnolo innescano la discussione sulla pagina Facebook “Amiamo la Val d’Enza”
CANOSSA. Un tempo ci si passavano intere giornate a prendere il sole o a rinfrescarsi tra le sue acque durante la calura estiva. Oggi sarebbe impossibile non solo per le temperature record che renderebbero forse insopportabile accoccolarsi tra i suoi sassi, ma perché l’Enza in molti tratti è ridotto a un rigagnolo di acqua tra distese di pietre e vegetazione: il suo letto appare desolato e in secca, con poca pace per i nostalgici che a guardare le immagini di oggi non possono non pensare a come invece si presentava solo qualche decennio fa.
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«L’Enza muore... Mai stata così! Oggi! 10 agosto 2021. Foto presso il River e presso il Pagoda. Oggi ore 18», scrive Renato Borghi, postando le foto del fiume prosciugato sulla pagina Facebook di “Amiamo la Val d’Enza” da lui stesso amministrata. «Ci vuole la diga!», coglie l’occasione per sollevare una questione annosa e irrisolta anche a livello politico il commento della pagina Fb di Fratelli d’Italia di Reggio Emilia e provincia. «Io non so bene cosa ci voglia, così è veramente molto deprimente», fa subito eco qualcuno riportando la discussione agli affezionati delle giornate trascorse in riva al fiume. «È molto triste vederlo così, è un po’ che non scendo al fiume non oso pensare il ponte di Bazzano così... un rigagnolo che desolazione è un po’ come morire».
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Inevitabili le considerazioni degli ambientalisti. «Muore tutto il pianeta e noi tutti ne abbiamo la responsabilità!», scrive qualcuno. E degli appassionati di cartografia: «Ricordo che l’Enza è un torrente, non un fiume e per sua natura in estate si asciuga». Di qui la precisazione di Borghi: «L’Enza è definito torrente nella cartografia, vedi ad esempio Autorità di Bacino del Po (p. 127), Atlante di Italia De Agostini, editore Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1994 ISBN 88-415-1847-2 cfr. anche; tuttavia è talvolta chiamato fiume, ad esempio in alcune fonti generaliste quali l’Enciclopedia Treccani». Ma al di là di tutto è amara la considerazione alla quale si associano in molti: «L’Enza era un fiume ora un torrente fra un po’ cosa sarà?», «Un rigagnolo con qualche pozzanghera».
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