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La cittÀ che cambia 

«Case di quartiere al posto delle nuove circoscrizioni»

Luciano Salsi
«Case di quartiere al posto delle nuove circoscrizioni»

Prende corpo l’idea dell’assessore De Franco che punta sui centri sociali  ma il comitato referendario va avanti per la sua strada: raccolte quasi mille firme  

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REGGIO EMILIA. Incomincia a prendere corpo l’idea dell’assessore Lanfranco De Franco di fare dei centri sociali e del volontariato l’asse portante della rinnovata partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative rivendicata dal comitato referendario che ha raccolto quasi mille firme per la rinascita delle circoscrizioni abolite nel 2010. Va in questa direzione l’avviso pubblico con il quale il Comune invita gli enti del terzo settore «a partecipare a tavoli di progettazione per presentare progetti di trasformazione dei Centri sociali in Case di quartiere».

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Devono essere presentate entro le ore 12 del 20 settembre le relative domande di adesione al partenariato e alla coprogettazione di queste strutture di base, per le quali il Comune mette a disposizione undici immobili di sua proprietà, che ora ospitano altrettanti centri sociali e ricreativi: il “Foscato” con sede in via Foscato 15, il “Gattaglio” in via Gattaglio 30, il “G. Iotti-La Fontana” in via Spagni 28/a, il “Mirandola” in via F. lli Bandiera 12/a, il “Primavera” in via Bacone 19, il “Quaresimo” in via Pigoni 59, il “Tasselli” in via R. Iotti 2/d, il “Venezia” in via Lombroso 3, il “Circolo Nuovo Villaggio Stranieri” in via Don L. Sturzo 1, il “Catòmes tot” in via Panciroli 12 e “La Fornace” in via Cisalpina 40. Verrà chiesto agli enti partecipanti di presentare entro il 19 novembre una proposta la cui valutazione sarà demandata a un’apposita commissione. È previsto un punteggio massimo di 100 punti: 20 per le competenze dell’ente, 45 per la qualità progettuale, 5 per le proposte di miglioramento, 20 per l’impatto sociale e 10 per il piano economico-finanziario del progetto.

Il comitato “Rivogliamo le circoscrizioni”, a cui aderiscono Reggio Emilia in Comune, Possibile, Potere al popolo, Sinistra Italiana, i Verdi e i consiglieri comunali Fabrizio Aguzzoli dei 5 Stelle e Dario De Lucia del gruppo misto, non esclude il coinvolgimento dei centri sociali, ma insiste affinché i rinnovati organi partecipativi rappresentino l’intera cittadinanza. Inoltre propone in loro favore un budget di 320mila euro, 40mila per ognuna delle otto circoscrizioni, alle quali attribuiscono poteri consultivi più ampi di quelli previsti dal Comune per 55 consigli di ambito di quartiere riuniti in nove consigli. «Nelle liste circoscrizionali – osserva Aguzzoli – è bene che entrino i volontari impegnati nei centri sociali, ma i consigli devono essere composti in proporzione ai voti ottenuti nelle elezioni comunali». «Senza una legittimazione politica – spiegano i referendari – si rischia di creare istituti vuoti che dopo il primo mandato allontanino le persone che non troveranno risposte ai loro problemi. Vogliamo aiutare l’amministrazione. Abbiamo fornito una proposta concreta che questo autunno verrà discussa in consiglio comunale». Il comitato propone il modello circoscrizionale adottato a Modena e Parma, che non convince l’assessore. «Le vecchie circoscrizioni – obietta De Franco – non si possono più fare. Alla fine potrebbero rappresentare solo interessi particolari. A far da riferimento per i nuovi organismi di rappresentanza potrebbero essere i centri sociali, che sono i candidati naturali a essere la casa di questi nuovi soggetti».

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