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Gli ammortizzatori e lo smart working ora sono in netto calo

Gli ammortizzatori e lo smart working ora sono in netto calo

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REGGIO EMILIA. L’Ufficio Studi Lapam Confartigianato ha realizzato una importante ricerca sull’occupazione nel primo semestre 2021, utilizzando un campione di 3.282 imprese a cui ha fornito il servizio paghe in modo continuativo dal 2019. Durante questo periodo sono stati elaborati in media 28.674 cedolini al mese per le imprese del campione. «Da questi numeri – sottolinea Carlo Alberto Rossi, segretario generale Lapam Confartigianato di Reggio e Modena – si coglie da una parte come lo smart working stia gradualmente calando, come era del resto inevitabile, pur restando un’opzione per le imprese di servizi, mentre il dato più preoccupante riguarda le ore lavorate nelle piccole imprese che scontano ancora un gap importante rispetto al 2019».

Tra i dati più interessanti desunti dalla ricerca dell’Ufficio Studi Lapam ci sono quelli riguardo l’utilizzo di ammortizzatori sociali, banca ore e smart working. Il ricorso agli ammortizzatori sociali, che durante il primo semestre 2020 hanno rappresentato il 23,2% delle ore lavorate, si è dimezzato nello stesso periodo del 2021 mentre è incrementato il tempo complessivo lavorato, arrivando così a incidere per un più limitato 6,5% (ancora non confrontabile con lo stesso periodo 2019, dove incidevano per lo 0,1% nel campione). Le ore previste dalla legge 104 sono aumentate del 17,2% nel 2020 e lievemente calate del 2,7% nel 2021. Le ore di maternità e congedi sono cresciute del 12,9% durante il primo semestre 2020 e di un ulteriore 1% nel 2021.

Lo smart working, utilizzato per il 2,5% delle ore lavorate nel primo semestre 2020, è calato del 26,2% nello stesso periodo del 2021 andando a coprire l’1,5% delle ore lavorate.

Venendo alla dinamica delle ore lavorate per dimensione d’impresa, è interessante verificare come durante il primo semestre 2021 nelle micro imprese con meno di 5 addetti (il 56,7% delle imprese del campione) le ore lavorate siano cresciute del 15,7% nell’ultimo anno, pur restando inferiori del 18,9% rispetto a quelle dei primi sei mesi del 2019.

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