Gazzetta di Reggio

Reggio

CORREGGIO, LA DONAZIONE 

«Un regalo avere l’opportunità di potere aiutare la comunità»

Miriam Figliuolo
«Un regalo avere l’opportunità di potere aiutare la comunità»

Il progetto della futura Casa della Cultura. Parla l’imprenditore Brenno Bertani «Tante manifestazioni di stima. Grazie: vorremmo ricordare così nostro figlio»

3 MINUTI DI LETTURA





Miriam Figliuolo

CORREGGIO. «Per me e mia moglie Artenice è stato un regalo avere avuto l’opportunità di potere dare un contributo con questa donazione alla comunità correggese». Fanno capire tutta la generosità e l’umiltà che animano il loro grande gesto le parole di Brenno Bertani, l’imprenditore fondatore della Meccanoplast, che con la moglie Artenice Rinaldi, ex insegnante, ha donato l’edificio, un tempo destinato anche a sede della caserma dei carabinieri, ora destinato alla futura Casa della Cultura di Correggio.

«Forse non uso il termine giusto – dice –, ma siamo rimasti frastornati dal clamore che ha suscitato la donazione. Abbiamo ricevuto tanti messaggi. Ci fermano, me e mia moglie, mentre passeggiamo. Siamo noti nella comunità sì, ma ora riceviamo davvero tante dimostrazioni di affetto e stima, anche da persone inaspettate. E questo non può che farci piacere. Ma, ripeto, il vero regalo lo abbiamo ricevuto noi».

Racconta, Bertani, come è nata l’idea di questa importante e storica donazione. «Diciamo che alla nostra età, dopo una vita di lavoro, abbiamo pensato a come impiegare i nostri risparmi. Da tempo io e mia moglie ci impegniamo per il nostro paese aiutando i circoli o l’ospedale, ma quando siamo venuti a sapere della disponibilità dell’edificio da parte dell’istituto bancario Unicredit solo per particolari tipi di progetto, ne abbiamo parlato, io e mia moglie e ci siamo trovati d’accordo nell’affrontare l’impegno per un’idea che fosse utile al paese che amiamo. Grazie all’avvocato Giulio Morandi (che ha assistito i coniugi Bertani pro bono, affiancandoli dalla fase ideativa a quella realizzativa, curandone anche gli aspetti fiscali e legali) abbiamo parlato con Unicredit, il nostro progetto è piaciuto ed eccoci qui».

Ancora prima delle riflessioni e degli incontri, a monte di questa generosità c’è l’interesse straordinario che i coniugi Bertani hanno sempre dimostrato per i giovani e gli studenti con i quali, ogni anno, il 23 maggio – una data particolare per loro, dato che in quello stesso periodo, 29 anni fa, hanno perso il figlio Fabrizio – ricordano le stragi di Capaci e via D’Amelio, partecipando all’iniziativa “Palermo chiama Italia”.

«Mia moglie ha insegnato per decenni all’istituto Einaudi, fino alla fine degli anni ’90 quando poi è andata in pensione – racconta Bertani –. Per questo è ancora molto conosciuta e ricordata tra i suoi ex alunni. Il nostro sogno sarebbe poter dedicare una parte della Casa della Cultura proprio al nostro amato Fabrizio, che abbiamo perso quando aveva solo 20 anni in un incidente».

Ma quando sarà pronta la Casa della Cultura? «Se andrà come auspichiamo entro la fine del 2021 potremmo avere concluso la fase della progettazione. Visto lo stop delle attività dovuto al periodo estivo, è presto per parlarne, ma ci affideremo a uno studio di architetti. Speriamo anche nell’aiuto dell’ufficio tecnico del Comune. Comunque ci occuperemo noi anche della ristrutturazione dell’edificio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google