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Ottiene sovvenzioni in Germania ma non paga i tributi Arrestato per truffa

S.A.-T.S.
Ottiene sovvenzioni in Germania ma non paga i tributi Arrestato per truffa

Il commerciante d’auto 60enne ha una società a Monaco Chiesta l’estradizione. La difesa si oppone: «È malato»

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novellara. Vive a Novellara e solo temporaneamente – per seri problemi di salute – si trovava a casa della madre a Carpi (Modena) il commerciante d’auto 60enne che giovedì pomeriggio è finito in carcere su esecuzione di un mandato di arresto europeo per truffa emesso dall’autorità giudiziaria tedesca.

Amministratore delegato di una azienda di consulenza commerciale e compravendita di autovetture di Monaco di Baviera, il 60enne è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri di Carpi.

L’attività risultava attiva in Germania già dal 2014. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, durante la primavera del 2020 aveva richiesto al governo tedesco dei sussidi destinati alle aziende colpite dalla crisi sanitaria. Tuttavia, non aveva raccontato la verità sulle condizioni della sua azienda. La società si trovava, infatti, in uno stato di insolvenza tributaria. Il mancato pagamento dei tributi, che risultava dalla situazione finanziaria dell’amministratore delegato, rappresenta un motivo di esclusione dall’ammissione alle sovvenzioni. Il 60enne, per riuscire a intascare il denaro pubblico, aveva usato come giustificazione per poter presentare la domanda, il fatto che la chiusura delle frontiere avesse determinato una contrazione delle vendite. Erano i primi tempi in cui la pandemia si affacciava sullo scenario mondiale.

E l’amministratore delegato della società trovò una scusa per far credere che la sua fosse una delle tante imprese in difficoltà a causa della crisi provocata dalla chiusura delle frontiere e dai provvedimenti messi in atto in quel momento. Si trattava, però, di una richiesta illecita. La domanda per ricevere finanziamenti è stata ripetuta anche qualche tempo dopo: agli occhi degli inquirenti, quindi, è apparso un comportamento reiterato nel tempo. La richiesta è stata accolta e ha fruttato all’amministratore delegato circa 9mila euro di sovvenzioni pubbliche.

Ieri si è tenuta in Corte d’appello a Bologna – competente nel caso di mandato di arresto europeo – l’udienza di convalida, in cui il commerciante d’auto (si è avvalso della facoltà di non rispondere) è stato difeso dall’avvocatessa Sarah Casarini. Passaggio giudiziario che si è concluso con una misura restrittiva più soft, cioè l’obbligo di dimora a Carpi. Una situazione che resta complicata, perché la Germania chiede l’estradizione dell’indagato che sta attendendo di essere a breve operato (l’intervento chirurgico è già stato programmato) in Italia. Richiesta di estradizione a cui l’avvocatessa Casarini si è opposta, facendo riferimento non solo allo stato di salute del suo assistito, ma anche a valutazioni in punta di diritto. Sul questo delicato punto prenderà posizione la Corte d’appello.

S.A.-T.S.

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