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Reggio Emilia, anziana timbra il biglietto al contrario sul bus: dovrà pagare 88 euro di multa

Reggio Emilia, anziana timbra il biglietto al contrario sul bus: dovrà pagare 88 euro di multa

Seta respinge il ricorso, la donna: «Io mi sono sbagliata ma verificatore e azienda non hanno avuto tolleranza» 

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REGGIO EMILIA. Ha inserito al contrario il biglietto nell’obliteratrice dell’autobus e non si è accorta che la macchinetta non glielo aveva timbrato. Perciò una pensionata di 75 anni, che il 21 luglio scorso su un mezzo della linea 9 si stava recando di primo mattino alla stazione Mediopadana dell’alta velocità, è stata sanzionata da un verificatore di Seta il quale, salito a bordo poche fermate prima della stazione di Mancasale, ha “pizzicato” la donna priva di documento di viaggio valido.

Inutile il tentativo della viaggiatrice di spiegare le proprie ragioni e inascoltata anche una testimone, l’unica persona presente sul bus, che ha continuato a ripetere al verificatore che la donna (che non conosce) aveva infilato il biglietto nella macchinetta.

«Non l’ho fatto certo apposta – spiega Cesarina Aldrovandi, dipendente dell’Ausl in pensione – e sono stata la prima a stupirmi quando, mostrando il biglietto al controllore, questi mi ha detto che non era timbrato. Utilizzo poco i mezzi pubblici, e forse anche l’orario (sono salita sul bus alle 6.16 in via Martiri di Cervarolo) non mi ha aiutato ad avere la giusta lucidità nell’infilare il biglietto nell’obliteratrice».

Il verificatore di Seta non ha voluto sentire ragione e ha comminato alla donna una sanzione di 66,50, quella prevista per chi viaggia senza un titolo di viaggio valido: «Non ha voluto nemmeno ascoltare la signora presente, che gentilmente si è resa disponibile a testimoniare, ma mi ha detto che se avessi voluto contestare la multa avrei potuto farlo, presentando ricorso all’azienda», prosegue Aldrovandi.

Ricorso che la donna, arrabbiata per una multa che ritiene ingiusta, soprattutto nella cifra così elevata e per la sua totale involontarietà, ha puntualmente presentato il 6 agosto scorso. E ricorso che, nel giro di pochissimi giorni, è stato respinto da Seta, che ha scritto una mail alla viaggiatrice: «Buongiorno – le hanno scritto da Seta –, la presente per comunicarle che il ricorso è stato respinto in quanto abbiamo istallato numerosi avvisi a bordo dei bus, abbiamo inserito informazioni sul sito internet, dove abbiamo descritto la corretta procedura per viaggiare in regola (anche tramite le App Roger, myCicero e Muver per l’acquisto di titoli di viaggio on line). Dalle note sul verbale si evince che l’obliteratrice era funzionante, pertanto la sanzione è confermata».

Non solo: da 66,50 euro, infatti, la multa è lievitata a 88,50. Pepata la controrisposta che Cesarina Aldrovandi ha inviato all’azienda del trasporto pubblico: «Non avevo dubbi che il ricorso sarebbe stato respinto: io non lo prendo quasi mai il bus e sono sincera, alle 6 non ero così attenta a queste comunicazioni. Mi dispiace perché io ero in buona fede. Certo che avete delle multe belle salate: mi é stato detto che si pagano così alte solo in Emilia Romagna, come mai? Sono veramente schifata: è vero che in Italia l’ignoranza non è ammessa, ma un po’ di tolleranza sì. Bisognerebbe anche valutare a volte, l’età delle persone, non perché siano stupide, ma perché non si farebbero mai compatire per un biglietto dell’autobus. Complimenti per il vostro agente controllore, spero che trattino così anche la sua mamma».

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