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«Sulla Cispadana Pattuzzi conferma che non serve alla nostra Bassa»

M.P.
«Sulla Cispadana Pattuzzi conferma che non serve alla nostra Bassa»

L’attacco di Bocceda del Consorzio strada Fantozza «Distruggerà circa mille ettari dell’agro-alimentare»

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REGGIOLO. «Dunque signori proprietari, imprenditori, in particolare agricoltori, ora sapete bene che questa isolata autostrada a pagamento da Reggiolo a Ferrara non viene fatta per noi cittadini della Bassa reggiana e modenese e alta ferrarese per viverci e lavorarci meglio noi».

Fausto Bocceda presidente del Consorzio strada interpoderale Fantozza Reggiolo replica così dopo l’intervista a Graziano Pattuzzi, presidente ARC, che in una intervista alla Gazzetta nei giorni scorsi ha dichiarato a proposito dell’autostrada regionale Cispadana: «Quest’opera è stata pensata per aggirare il nodo autostradale di Bologna, decongestionandolo da un traffico che sta diminuendo». Un’opera definita «mastodontica» che vale circa 1,5 miliardi di euro e che ha bisogno di un equilibrio economico per essere realizzata, sottolineando come il project financing necessario per realizzarla «può subire anche modifiche nei finanziamenti delle banche». Da qui il rimbrotto di Bocceda.

«Questa mastodontica opera distruggerà per sempre circa 1.000 ettari del nostro terreno fertile, dedicato con amore alla produzione di eccellenze agro-alimentari per noi e il mondo, per farci attraversare da camion e auto che vanno verso l’Adriatico, senza dare alcun beneficio alle economie locali – va avanti – ma certamente dandoci per sempre ulteriore dissesto idrogeologico e inquinamento ambientale complessivo nell’aria che respiriamo, nell’acqua e nel cibo che mangeremo noi e nostri nipoti».

« Per fare questa sproporzionata autostrada Cispadana – continua Bocceda – serviranno circa 18 milioni di metri cubi di materiale inerte e non inquinato, per la maggior parte da cercare e scavare in giro per le tre Province coinvolte; serviranno anche gallerie artificiali e trincee profonde almeno una decina di metri e ponti alti almeno una quindicina di metri, con l’impiego di cemento e calce viva per stabilizzare i terreni e gli argini di fiumi vicinissimi, come il cavo Fiuma a Villanova».

«Concludo queste amare considerazioni con la speranza che il Ministro Giovannini – aggiunge – da sempre sostenitore dello sviluppo ecosostenibile, competente interprete del Pnrr, mantenga l’impegno sulla visione strategica dei trasporti da spostare dalle autostrade ai treni, come UE ci raccomanda da 20 anni. Ancora una volta dico e diciamo in tanti, da Reggiolo a Ferrara è cosa buona e giusta completare la strada a scorrimento veloce ed elettrificare la parallela ferrovia, il tutto costa un terzo in suolo, denaro pubblico e tempo, fare cioè esattamente come ben si è già deciso da Reggiolo a Parma».

M.P.

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