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APPENNINO REGGIANO

Donna resta in bilico fino a notte su una parete a strapiombo sul Dolo, salvata

Donna resta in bilico fino a notte su una parete a strapiombo sul Dolo, salvata

Uomini del Soccorso Alpino mobilitati nel fine settimana per tratte in salvo una 35enne di Parma a Civago, una 48enne a Ventasso e un 70enne finito in un dirupo

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APPENNINO REGGIANO. Tre gli interventi di soccorso in questo fine settimana sulle nostre Montagne. Una donna di 35 anni di Parma è stata tratta in salvo illesa, nella serata di sabato, a Civago, dopo avere trascorso ore bloccata in bilico su una parete scoscesa sopra il Dolo; ieri pomeriggio è toccato a una donna di 48 anni di Milano che si era persa nei dintorni di Monte Maccarino a Cerreto Laghi (Ventasso). Tratto in salvo anche un uomo di 70 anni di Casina, precipitato in un dirupo la sera di sabato nei pressi della chiesa di Baleo di Casina.
 
In quanto alla 35enne sabato 14 agosto è andata a scalare la ferrata di Barranco del Dolo nel comune di Civago. Ha iniziato ad avvicinarsi alla ferrata attrezzata percorrendo sentiero che costeggia il fiume Dolo, fino ad arrivare alla base della parete rocciosa dove il sentiero si divide e l’alpinista purtroppo ha imboccato il sentiero sbagliato.
 
Ha cominciato a salire verso l’alto, sperando di trovare l’attacco della ferrata ma, dopo aver percorso quasi 100 metri si è resa conto di non essere più in grado di muoversi rimanendo bloccata in piena parete. 
Molto provata dalla fatica e anche dall’elevato stress emotivo, è riuscita, dopo vari tentativi, a telefonare al 112, in zona la linea telefonica è molto debole. 
 
A ricevere la richiesta di soccorso è stato il Comando di compagnia dei carabinieri di Castelnovo Monti, che ha attivato immediate la squadra del Soccorso Alpino e Speleologico stazione Monte Cusna. 
 
Sono circa le 15 di sabato. La squadra composta da cinque tecnici, mentre si reca verso la zona indicata dalla donna, prova ripetutamente a contattarla, purtroppo senza esito. I tecnici arrivati sul posto iniziano a seguire le indicazioni date dalla donna al 112 ovvero che si trovasse poco prima dell’inizio della ferrata. 
 
In realtà quando la squadra arriva in quel punto non trova nessuno. Il caposquadra vista la situazione e valutato anche che si andava verso l’imbrunire decide di attivare altre due squadre per iniziare la ricerca. Complessivamente 12 tecnici del Saer iniziano le ricerche. 
 
Cinque operatori seguono la ferrata, altri iniziano a salire in piena parete. Durante i concitati momenti, un tecnico sente la grida di aiuto e riesce a identificare la zona. Nel frattempo il buio comincia a incombere. 
La squadra che sta salendo dalla ferrata riesce a vedere la donna e si rende conto che è molto lontana e in una posizione di insicurezza e di bilico. 
 
Il caposquadra a quel punto decide di accelerare l’operazione per scongiurare qualsiasi evoluzione negativa, visto che la parmigiana è molto stressata. A questo punto le operazioni di recupero diventano tecnicamente molto più impegnative e difficili. 
 
La squadra che sta salendo la ferrata arriva fino alla fine della via attrezzata e, dopo aver armato una sosta, inizia a scendere dall’alto con la corda per raggiungere la donna. Mentre un paio di operatori che stanno già salando la parete la riescono a raggiungere mettendola in sicurezza. Grazie alla formazione e alla preparazione degli operatori, l’operazione va a buon fine. 
 
Sempre su indicazioni del caposquadra i tecnici vengo posizionati sulla linea di calata e il recupero finalmente intorno alle 24 termina. La donna viene riaccompagnata alla sua autovettura illesa. Presenti sul posto i vigli del fuoco e i carabinieri.
 

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