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Comodi e moderni ma utilizzati male: sui monopattini è caos normativo

Leonardo Grilli
Comodi e moderni ma utilizzati male: sui monopattini è caos normativo

Le poche regole che ci sono non vengono mai rispettate. Poma: «Strumento versatile, ma va usato correttamente»

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REGGIO EMILIA. Parcheggiati sulle strisce pedonali o davanti a porte e portoni, fotografati e postati a ripetizione sui social spesso con commenti poco lusinghieri, evitati all’ultimo mentre sbucano sfrecciando controsenso dai vicoli e le stradine del centro storico.

Il recente arrivo a Reggio Emilia di due flotte di monopattini elettrici a noleggio è diventato in pochi giorni il tema caldo di un’estate già torrida di suo. Alimentato in parte dalla novità di questi veicoli ma principalmente dall’utilizzo scorretto che se ne fa, o per superficialità o per poca chiarezza nelle – poche e confuse – regole che ci sono al momento.

Un tema che tiene banco anche sui tavoli di chi deve poi applicare la normativa e occuparsi della sicurezza stradale in città, ovvero la polizia locale. «Si tratta di uno strumento versatile che favorisce una mobilità dinamica ed ecologica – premette il comandante Stefano Poma – con miglioramenti dal punto di vista del traffico in centro storico. Detto questo, però, l’utilizzo del monopattino ha delle regole che devono essere rispettate».

marciapiedi e pedoni

Essendo comparati dalla normativa nazionale a una bicicletta, spiega il comandante, «possono circolare sulle piste ciclabili e ciclopedonali, nelle aree pedonali e sulle strade dove c’è il limite dei 50 chilometri orari. Non possono invece circolare sui marciapiedi, è vietato, lì si deve scendere dal monopattino e condurlo a mano esattamente come per le biciclette».

Ma anche se si dovesse essere di intralcio ai pedoni «si deve smontare e proseguire a piedi. Dopo il tramonto sono obbligatorie le giacche catarifrangenti e devono essere guidati con entrambe le mani sul manubrio, fatta eccezione se si deve indicare la svolta».

vietato in due

Altra regola spesso non rispettata, come testimoniano le foto pubblicate in questa pagina, quella che impone di «non trasportare altre persone – prosegue Poma – né oggetti ingombranti. C’è anche l’obbligo del casco sotto ai 18 anni idoneo a tutelare il ragazzino alla guida, ma è importante ribadire che per portare i monopattini bisogna avere minimo 14 anni».

velocità e sensi unici

Altra tematica è poi quella della velocità e del senso di marcia. Dentro l’anello della circonvallazione, ad esempio, la velocità massima è di sei chilometri orari mentre, precisa il comandante, in strada possono raggiungere massimo i 25 chilometri all’ora. Ma se i monopattini sono equiparati alle bici significa che la delega a circolare controsenso in centro storico vale anche per loro?

Non proprio: «L’ordinanza comunale – spiega Poma – stabilisce che le biciclette possono andare controsenso nelle strade urbane dentro la circonvallazione. Si tratta di un’eccezione al codice della strada e, a mio avviso, occorrerebbe un’altra ordinanza che includa anche i monopattini. Ma è un mio parere perché qualcuno potrebbe ribattere che invece, dal punto di vista della gerarchia delle fonti, esiste già una norma nazionale che paragona i monopattini alle biciclette e, di conseguenza, l’eccezione si applica anche a loro».

I controlli

Premesse queste regole e queste considerazioni, quindi, come fare per vigilare sul corretto utilizzo dei monopattini? Una grande differenza, spiega ancora Poma, la fa il noleggio: «Le ditte hanno aderito a un bando con delle regole, hanno un numero di riferimento per ogni veicolo, sono assicurati e registrano chi utilizza il monopattino. C’è un tracciamento completo e in caso di incidente, ad esempio, è più facile risalire al conducente. Il problema nasce con i mezzi comprati dai privati, che non hanno l’obbligo di assicurazione e neanche la targa».

come una bici?

Esattamente come una bici, si dirà. Sì, ma con qualche considerevole differenza. Prima fra tutte la velocità che sono in grado di raggiungere i monopattini, il loro essere più silenziosi o l’uso spericolato che spesso se ne fa.

Come dovrebbe fare un agente a multare un veicolo simile che passa col rosso? Come rintracciare il responsabile di un incidente se fugge? L’unica speranza è un aggiornamento di una norma nazionale che, è il caso di dirlo, pare scritta con i piedi.

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