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Montanari dal 2011 al 2015 era a Kabul: «Eravamo occupanti: non dimentichiamolo mai»

Ambra Prati
Marco Montanari, sulla sinistra della fotografia, durante un incontro diplomatico a Kabul, nel periodo della sua permanenza in Afghanistan
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Marco Montanari, sulla sinistra della fotografia, durante un incontro diplomatico a Kabul, nel periodo della sua permanenza in Afghanistan

Il reggiano ha lavorato come consulente dell'ambasciata dell'Unione Europea: «L’Afghanistan era già all’epoca un Paese in preda al caos e alla violenza»

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REGGIO EMILIA. «Lo scorso maggio mi ha chiamato il fruttivendolo che riforniva l’ambasciata europea a Kabul per chiedermi di aiutarlo a scappare. Mi è costato molto dovergli dire che non lavoro più per il ministero dell’Interno e che non potevo far nulla. Non so cosa ne sia stato di lui, spero stia bene: era una persona sveglia e già mesi fa ha capito che la situazione stava precipitando...

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