CANOSSA
«Voglio convivere con la mia ragazza e non importa quello che dice il giudice»: arrestato pusher di 20 anni
Il giovane già ai domiciliari con il divieto di comunicare con altri dai familiari conviventi è stato sorpreso con la fidanzata. Torna in cella dopo che era già finito nei guai per spaccio a minori davanti alle scuola media di Quattro Castella
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CANOSSA. «Voglio convivere con la mia ragazza e non importa quello che dice il giudice». Così un giovane di 20 anni, già arrestato per spaccio di droga davanti alle scuole di Quattro Castella, finito poi ai domiciliari, è stato nuovamente arrestato, ma questa volta proseguirà il periodo di custodia cautelare in carcere. Il giovane, infatti, non si è attenuto alle disposizioni del giudice che aveva sì alleggerito il provvedimento a suo carico concedendogli gli arresti domiciliari ma gli aveva anche imposto di non ricevere visite, se non una volta alla settimana, e di non comunicare con alcuno che non appartenesse al nucleo familiare convivente.
Il primo arresto per lui era scattato a maggio. Il controllo, a opera dei carabinieri di San Polo, che lo ha messo nei guai è di qualche giorno fa.
Dopo l’arresto, sempre ad opera dei carabinieri, con l’ipotesi di spaccio di hascisc e marijuana, davanti alle scuole medie di Quattro Castella, a studenti minorenni, il 20enne era stato inizialmente portato in carcere a Modena per poi, dopo l’interrogatorio di garanzia, ottenere gli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Canossa.
I carabinieri della stazione di San Polo, competenti per la vigilanza sul rispetto della misura, durante i controlli compiuti a ridosso e nella giornata di Ferragosto, hanno però trovato il giovane in compagnia a della fidanzata, senza che fosse dato il richiesto preavviso, nonché in violazione della prescrizione che autorizzava una sola visita alla settimana .
Il 20enne, anziché giustificarsi in qualche maniera attendibile, ha riferito espressamente che avrebbe continuato a ospitare la compagna nonostante l’espresso divieto dell’autorità giudiziaria. Il sostituto titolare dell’indagine, considerando che anche gli ammonimenti dei carabinieri sampolesi non avevano sortito effetto, ha chiesto così e ottenuto dal gip del tribunale di Reggio Emilia l’aggravamento dei domiciliari con la custodia cautelare in carcere.
Provvedimento poi eseguito questa mattinata dai militari dell’Arma di San Polo che hanno condotto in carcere il 20enne.
L’indagine che aveva portato ad arrestare il 20enne di Canossa era stata avviata dai carabinieri nel febbraio 2020 dopo l’arresto di un 21enne sorpreso nella sua auto, vicino al campo sportivo della scuola, con due minori: era emerso che la droga posseduta dal 21enne gli era stata ceduta dal 20enne di Canossa che, stando ai successivi sviluppi investigativi avrebbe portato avanti lo spaccio almeno dal 2019, dando appuntamenti agli studenti anche attraverso Instagram.
La Procura di Reggio, condividendo con le risultanze investigative dei carabinieri, aveva richiesto e ottenuto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del 20enne, arrestato il 7 maggio scorso con l’accusa di spaccio di stupefacenti aggravato. Quindi i domiciliari che ora alla luce delle violazioni registrate dai carabinieri gli sono stati revocati.
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