L’assessore Donini “scaccia” il ritorno della zona gialla
REGGIO EMILIA. Esorcizza il passaggio in zona gialla, dà una carezza ai giovanissimi che stanno correndo a vaccinarsi e fissa un obiettivo: l’80 per cento di vaccinati entro la metà di settembre.
L’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, offre una fotografia sullo stato di salute dell’Emilia Romagna e della sfida al virus.
«A oggi non abbiamo il rischio di passare di fascia – dice rassicurante l’assessore –. Siamo al 5% di posti letto in terapia intensiva e di reparti Covid, quindi alla metà e a un terzo rispetto al livello di guardia e stiamo assistendo a quello che dovrebbe essere il flusso di ospedalizzazione dei tanti casi che abbiamo avuto nei giorni passati. Monitoriamo la situazione giorno per giorno. Ricordo che la stragrande maggioranza di ricoverati in reparti Covid si riferisce alla popolazione non vaccinata come la quasi totalità dei ricoverati in terapia intensiva».
E allora l’unica contromossa per limitare la diffusione del virus, oltre alle norme basilari come l’uso della mascherina e la disinfezione delle mani, è l’aumento della popolazione vaccinata. «Ad oggi siamo al 77,4% dei vaccinati con una dose sola e al 66% con due dosi – spiega Donini – il 52% dei ragazzi tra 12 e 19 anni è coperto con almeno una dose e in questi giorni un migliaio di giovani si sono vaccinati senza prenotazione presentandosi ai centri. Con le prenotazioni fino a metà settembre dovremmo arrivare all’80 per cento di emiliano-romagnoli con la prima dose. Queste 200mila persone prenotate cercheremo di anticiparle il più possibile, per rendere meno fertile il terreno per il virus».
Si cercherà di andare a intercettare i non vaccinati con i mezzi mobili, un po’ come succede ogni giorno nei mercati della provincia grazie all’apposito camper.
«La nostra idea – conferma l’assessore – è affiancare e potenziare sempre più una somministrazione dei vaccini “on the road” con mezzi mobili e senza prenotazione per tutte le fasce d’età. Non lo abbiamo ancora quantificato, ma molti di coloro che si presentano ai camper sono quelli che avevano la prenotazione tra due settimane, per anticipare. Continueremo a fare in questo modo».
Ma sempre più si fa largo la strategia della terza dose di cui si parla con insistenza.
«Siamo pronti a farla – annuncia Donini –. Ma aspettiamo le indicazioni del Cts e del Governo, le Regioni non possono agire in autonomia. Tra l’altro, da quello che sento, nella comunità scientifica ci sono voci discordanti sulla terza dose. Ma se servirà saremo pronti, anche perché dal punto di vista organizzativo, essendo un’unica dose, avremmo anche un carico minore. A livello nazionale, comunque, esistono già programmi di screening da parte dell’Istituto superiore di Sanità, a cui le Regioni inviano i dati, per quel che riguarda la presenza di anticorpi a distanza di tempo, soprattutto su anziani e operatori sanitari quindi aspetteremo indicazioni operative».
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