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Un’estate positiva per i rifugi reggiani Sull’autunno pesa l’incognita Covid

Luca Tondelli
Un’estate positiva per i rifugi reggiani Sull’autunno pesa l’incognita Covid

Bene alla Segheria: «Tanti stranieri, non capitava da tempo» I timori del Battisti: «Anche col green pass mangiano fuori»

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Ventasso. Un’estate positiva, nuovi servizi da portare avanti per verificarne l’efficacia, e qualche preoccupazione per il futuro legata alle normative di accesso (in particolare i green pass). Può essere riassunto così il quadro dei rifugi del crinale reggiano, che hanno appena vissuto un ottimo Ferragosto, una stagione estiva comunque ricca di soddisfazioni, che ha compensa solo in parte un inverno molto limitato dal “fermo” di tutti gli impianti di risalita a causa del Covid. La Gazzetta ne ha sentiti alcuni tra quelli maggiormente frequentati, e che rappresentano diversi punti del Crinale.

Il Rifugio Battisti, a 1.760 metri di altitudine, vicino a Lama Lite, è un punto di riferimento storico: aperto fin dal 1925, è gestito dal Cai reggiano. E quest’anno è stato interessato da un nuovo servizio: il bus navetta da Presa Alta a Lama Lite, con arrivo a pochissima distanza dai rifugi Battisti e Bargetana. Un servizio introdotto attraverso l’impegno degli Asbuc (le associazioni che gestiscono i beni di uso civico) di Ligonchio e Ospitaletto, in collaborazione con il Comune di Ventasso e con il Parco Nazionale dell’Appennino.

«Si è trattato di un servizio introdotto senza che ne fossimo informati né noi né il Cai – afferma Emanuele Braglia del Battisti –, ma dobbiamo dire che sicuramente sul piano pratico ha consentito l’arrivo di persone che non sarebbero in grado di arrivare a piedi fino al rifugio. Credo che l’efficacia del servizio sarà da valutare nel tempo, anche per capire l’impatto sulla fruizione tradizionale dei sentieri».

Sull’andamento dell’estate, Braglia prosegue: «Paradossalmente dal punto di vista del clima non siamo stati fortunatissimi: in diversi giorni c’è stato un vento molto freddo, le giornate con il normale clima estivo, che qui è caldo ma non afoso, sono state poche. Comunque è arrivata tanta gente, ma abbiamo notato forti timori soprattutto sull’opportunità di usare i tavoli e gli ambienti interni del rifugio. Mentre l’anno scorso dovevamo essere noi a raccomandarci in continuazione di mantenere le distanze e il numero massimo di persone all’interno; quest’anno anche chi ha il green pass preferisce comunque stare fuori, anche quando il clima non è ideale. Questo per noi comporta qualche apprensione per l’autunno e l’inverno, anche perché dobbiamo compiere valutazioni attente su quante provviste portare al rifugio: la parte più consistente deve essere stoccata prima che inizi a nevicare. Speriamo davvero che questa emergenza molli la presa».

Un altro rifugio che ha vissuto un’estate intensa è il Monte Orsaro (1.300 metri), adiacente al caratteristico abitato di Monteorsaro nel comune di Villa Minozzo, in un anfiteatro panoramico dove domina il Cusna. «Arrivavamo da un inverno che non era stato facile – afferma Giulia, operatrice del Rifugio –, con tantissima neve, ma pochi giorni di apertura effettiva in cui siamo riusciti ad accogliere gli escursionisti. L’estate invece è stata buona, soprattutto con tanti turisti locali, di ambito provinciale. Certo la gestione degli accessi non è stata facile: ci sono tanti turisti dotati del green pass, altri invece no: stranamente i giovani lo hanno in percentuale più elevata, abbiamo visto alcuni anziani che invece non lo avevano. Comunque con il clima che c’è stato sono rimasti negli spazi all’aperto senza problemi, già all’atto della prenotazione avvisiamo che per sedersi all’interno è necessario. Ora sull’autunno c’è qualche incognita legata alle modalità di accesso».

Nella splendida cornice dell’Abetina Reale, al confine con la Toscana, sotto il Monte Prado nel cuore di quella che fu foresta demaniale del Ducato Estense (e nei locali che ospitavano la lavorazione del legname) è situato il Rifugio Segheria. A gestirlo sono Sara Perazzoli e Marcello Terzi. Spiega Sara: «L’estate sta andando molto bene, abbiamo avuto buone affluenze e abbiamo assistito all’arrivo di alcune tipologie di turisti che in passato erano pressoché assenti. Nella prima parte della stagione sono arrivati parecchi stranieri: tedeschi, francesi, inglesi, per noi è stata una novità. E poi abbiamo avuto famiglie italiane che hanno scelto di fermarsi in rifugio diversi giorni, una settimana o anche 10 giorni, e partire da qui per escursioni in tutto il Crinale. Abbiamo avuto diversi romani, altre famiglie pugliesi. Siamo soddisfatti. Per la regolamentazione degli accessi non abbiamo avuto problemi perché il tempo ci ha assistito, praticamente ogni giorno è stato soleggiato e si stava principalmente fuori. Con l’autunno staremo a vedere, è chiaro che se dovrà essere nostro l’onere dei controlli sarà piuttosto problematico».

L’afflusso anche in questa settimana post ferragostana continua a essere a livelli molto alti. Ormai l’Appennino ha la potenzialità di essere attrattivo per tutto l’anno (tra poco partirà la stagione dei funghi) ma l’emergenza sanitaria pone ancora delle incognite.

Luca Tondelli

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