«Strutture inadeguate e carenza di personale»
I genitori sono preoccupati anche per le carenze croniche di insegnanti e addetti delle scuole in vista del nuovo anno
REGGIO EMILIA. Il “quaderno di doglianze” compilato dai genitori eletti o impegnati nelle scuole di Modena e Reggio si apre con l’atavica questione dei ritardi nelle nomine del personale, sulla quale si battono prioritariamente i sindacati. «Abbiamo la quasi certezza – si legge nella lettera – che per l’ennesima volta, al suono della prima campanella gli organici scolastici (insegnanti, insegnanti di appoggio, persone ausiliario, tecnico, amministrativo) non saranno completi. Dopo i proclami di rito, vi chiediamo di non nascondervi dietro l’organico di emergenza Covid, ma di investire su una situazione stabile e duratura. Non è più ammissibile che i dirigenti scolastici rincorrano e gestiscano richieste di assegnazione con gli studenti già in aula e che tali disagi si protraggano fino a Natale, con ricadute pesanti sulle famiglie e sulla preparazione dei ragazzi».
Il secondo problema da risolvere, secondo i genitori, è quello delle strutture, la cui cronica insufficienza è stata accentuata dal distanziamento che, imponendo lo sdoppiamento delle classi più numerose, ha costretto gli enti locali a ricavare aule aggiuntive all’interno dei plessi scolastici o a cercarle all'esterno. «Testimoniamo – scrivono i firmatari della lettera – di edifici fatiscenti e non sicuri (antisismica non garantita), dove si parte alla caccia di luoghi sostitutivi, con bandi provinciali, perché manca una pianificazione che parta del Governo».
In quanto ai trasporti, i genitori ritengono insufficienti i fondi stanziati, che nei nostri territori «sono stati usati per ammodernare il parco mezzi esistente e non per incrementarlo». A loro parere è mancata da parte del Ministero la supervisione di come tali fondi siano stati utilizzati dalle regioni. «Non riusciamo a spiegarci - sottolineano - la mancanza cronica di mezzi pubblici per gli studenti». Infine viene contestata la legge Gelmini-Tremonti del 2008, che nelle scuole superiori ha innalzato fino a più di 30 il numero degli alunni per classe. «Non ne facciamo - spiegano i genitori - una questione partitica, ma pratica. Basta con le classi pollaio. Basta con l’utilizzo dei docenti di sostegno in appoggio all’arrancante gestione della classe. Basta con i disagi degli studenti fragili. Abbiate il coraggio di andare in Parlamento ed avviare urgentemente una modifica o cancellazione di queste norme».
La missiva si chiude con due suggerimenti per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: studio obbligatorio della storia dal 1946 ad oggi nell’ultimo anno delle superiori e utilizzo degli spazi aperti per le lezioni scolastiche.
L.S.
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