Ha ora l’obbligo di firma il 26enne che ha rotto una gamba al poliziotto
reggio emilia. Arresto convalidato per il reggiano 26enne che è accusato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale (ha causato la frattura del perone ad uno dei poliziotti intervenuti) e il gip Dario De Luca ha disposto l’obbligo di firma in questura per il giovane indagato, in attesa che si chiudano le indagini da parte del pm Marco Marano (titolare del fascicolo).
Giovedì, in aula, il 26enne è stato difeso dall’avvocato Daniele Mussini.
Una storia famigliare drammatica è stata all’origine del ferimento del poliziotto, aggredito dal giovane e finito all’ospedale con una gamba fratturata.
L’intrusione nell’abitazione dove la madre del 26enne vive con il nuovo compagno è avvenuta nella mattinata di lunedì.
La donna non ha avuto alcun dubbio: a sottrarle oggetti tecnologici e monili d’oro era stato il figlio, che la assillava con continue richieste di denaro per assicurarsi le dosi di droga. Una madre disperata che lunedì pomeriggio si è poi recata in questura per denunciare il furto in casa di due computer e gioielli.
La notte stessa una pattuglia delle Volanti si è recata nel domicilio del giovane, che vive con il padre, per identificarlo e chiedergli conto dell’accaduto.
Di fronte agli agenti che lo hanno invitato più volte a fornire le proprie generalità e un documento di riconoscimento, esortandolo ad un comportamento responsabile, il giovane è parso tutt’altro che collaborativo.
Prima ha risposto in modo evasivo poi, all’improvviso, si è scagliato contro un poliziotto facendolo cadere per terra e infierendo con alcuni colpi. Il 26enne è stato subito bloccato dal collega del ferito, rimasto dolorante sul pavimento. In seguito, grazie al supporto di un altro equipaggio chiamato a rinforzo, l’esagitato è stato immobilizzato e identificato. Sul posto è intervenuta un’ambulanza che ha trasportato il poliziotto al pronto soccorso: per lui una prognosi di un mese per la rottura del perone. Anche l’arrestato è stato accompagnato in ospedale poiché in stato di estrema agitazione.
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