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ventasso, l’appello di biagini (lapam Confartigianato) 

«Il turismo è in netta ripresa ma bisogna pensare come sistema e non andare in ordine sparso»

«Il turismo è in netta ripresa ma bisogna pensare come sistema e non andare in ordine sparso»

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Ventasso. Si è fatto molto vivace in questi giorni il dibattito sul turismo in Appennino e su come poterlo impostare per i prossimi anni, ad esempio attraverso l’incontro organizzato dal Parco nazionale sul risultato delle navette introdotte per la Pietra di Bismantova e la Val d’Ozola, e l’introduzione di regolamentazioni per le località più affollate del Crinale. Ora sul tema interviene anche Lapam Confartigianato Reggio Emilia, per voce del presidente Ivo Biagini.

«Il turismo a Reggio Emilia è in ripresa, come abbiamo detto in una nostra recente indagine dell’Ufficio Studi Lapam Confartigianato, e ci sono tanti segnali positivi. Ma occorre pensare in modo sistemico per evitare di andare in ordine sparso, soprattutto nel nostro Appennino reggiano, un territorio che si sta riscoprendo come molto ricco di opportunità». Biagini commenta così i dati elaborati qualche giorno fa dall’associazione ed entra nel dibattito che si sta svolgendo in questi giorni.

Dati che avevano evidenziato, tra altri aspetti, che alla fine del primo trimestre 2021 a Reggio Emilia le imprese artigiane operanti in attività interessate dalla domanda turistica sono 2.056, pari all’11,2% dell’artigianato totale e danno lavoro a 6.228 addetti. Secondo l’indagine Lapam, a Reggio le presenze nel 2020 sono state 423.541, con un calo del 49,8% sul 2019, nel periodo estivo le presenze sono state 160.870 con un -33,4% sull’anno pre pandemia.

La provincia di Reggio Emilia, inoltre, ha il Comune di Ventasso tra i primi venti comuni emiliano-romagnoli per più alto valore del tasso di turisticità, che rapporta il numero di presenze turistiche in base agli abitanti.

«Abbiamo segnalato la ripresa di alcuni numeri –afferma Biagini – così come la difficoltà delle imprese a reperire personale (cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici). Ma ci pare importante anche segnalare come sia necessario fare sistema a tutti i livelli per far crescere il turismo, con un particolare riferimento a quello del nostro Appennino che non ha nulla da invidiare a territori più reclamizzati. Pensiamo alle Pro Loco: occorre coinvolgerle, farle rinascere dove mancano e agire paese per paese per predisporre programmi comuni e un vademecum sulle offerte turistiche dei gestori privati». «Agli enti locali e alle istituzioni il compito di asfaltare le strade, di rendere percorribili piste ciclabili e sentieri, di agire sui decisori e sulla Regione in particolare per avere una collina e montagna cablata e digitalizzata. La libertà imprenditoriale privata e delle associazioni poi faranno il resto, per dare all’Appennino reggiano nuove occasioni e potenzialità da sfruttare per attrarre turisti e villeggianti in estate e anche negli altri periodi dell’anno» conclude.

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