Reggio s’illumina a sostegno delle donne afghane
Grande adesione alla fiaccolata per sollecitare il governo e l’Ue ad attivare subito corridoi umanitari internazionali
REGGIO EMILIA. Fiaccole accese in segno di vicinanza alle donne afghane. È quanto avvenuto nella manifestazione organizzata ieri sera da Nondasola, Nonunadimeno, Cgil Reggio, Coordinamento donne Spi Cgil Reggio, Cisl Emilia centrale, Coordinamento donne Cisl Emilia centrale e Donne in Nero, alla quale hanno aderito anche Humans-Femminismo, Lgbt and More, Forum delle Donne Val D’Enza, Conferenza delle Donne Democratiche e Associazione reggiana per la Costituzione. Una manifestazione nel rispetto delle norme per il contrasto della pandemia, che da Piazza Martiri del 7 luglio si è mossa verso Piazza Prampolini, organizzata «perché – spiegano i promotori – le notizie e le immagini delle violenze contro la popolazione afghana e contro le donne in particolare, dopo la presa del potere dei Talebani, ci indignano e ci addolorano». La richiesta è che il governo e l’Unione Europea attivino subito corridoi umanitari internazionali e forme di accoglienza per mettere in salvo donne, ragazze, bambini, attiviste e attivisti che non sanno come lasciare il Paese. Particolare solidarietà è stata espressa verso la condizione delle donne, messe in pericolo dal regime: «Le conquiste, parziali ma importanti, faticosamente ottenute dalle donne afghane negli ultimi vent’anni rischiano di essere cancellate e pagate oggi a carissimo prezzo. Il grido di aiuto che con coraggio stanno lanciando al mondo deve essere raccolto da tutte e tutti coloro che non vogliono stare a guardare, passivamente e colpevolmente, il dramma che si consuma lontano da noi ma sotto i nostri occhi». Fra le adesioni anche l’Anpi provinciale, che ha rilanciato le preoccupazioni già espresse dall’associazione nazionale. «L’urgenza – afferma Ermete Fiaccadori, presidente Anpi – è il destino delle decine di migliaia di afghane e afghani che fuggono dal loro Paese. Dopo il disastro della guerra oggi l’onore dell’Europa è nella sua umanità». Per Cristian Sesena, segretario provinciale Cgil, «le donne afghane non possono pagare il prezzo della scriteriata politica internazionale. Siamo in piazza per difendere il loro diritto a vivere, crescere, emanciparsi».
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