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Sequestrato da inizio anno un arsenale di 115 armi

Ambra Prati
Sequestrato da inizio anno un arsenale di 115 armi

Giro di vite dei carabinieri reggiani nella nostra provincia Nei guai 48 persone: ritirate 23 licenze in sette mesi

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA. I cittadini reggiani sono sempre già rissosi e sempre più armati. Nei primi sette mesi dell’anno i carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia hanno ritirato in via cautelativa o sequestrato 115 armi e quasi 3.500 munizioni, con 48 persone finite nei guai e 23 cittadini che si vedranno ritirare le licenze a causa del loro comportamento aggressivo.

Il balzo dei controlli – con pollice verso – sulla detenzione di armi è legato a doppio filo all’aumento di litigiosità riscontrato durante il periodo Covid, con armi spuntate all’improvviso nei diverbi più disparati: il che pone più di un interrogativo e induce a riflettere su un campo che non pare più appannaggio dei pregiudicati, quanto piuttosto un fenomeno sociale dalla portata maggiore di quel che si possa pensare.

I CONTROLLI

Proprio il moltiplicarsi di liti dove sono comparse armi di ogni tipo, anche improprie, ha indotto i carabinieri ad incrementare i controlli nel campo della detenzione di armi e a svolgere una mirata attività sia sul piano preventivo, attraverso il controllo di migliaia di persone titolari di regolare licenza, sia sul piano repressivo, mediante ispezioni su soggetti già conosciuti per scandagliare l’eventuale possesso illegale di armi da sparo e munizioni.

I NUMERI

Da gennaio a luglio 2021 in tutta la provincia i militari hanno operato il sequestro o il ritiro cautelare di ben 115 armi (tra fucili, carabine, pistole e armi bianche) e 3.492 munizioni. In totale sono state 48 (tra i quali 9 arrestati e 39 denunciati) le persone colte sul fatto, che hanno dovuto rispondere sia di reati correlati all’illecito porto o detenzione delle armi sia di delitti connesso all’uso illecito delle armi durante episodi di minacce e lesioni.

Sempre nei primi sette mesi dell’anno i carabinieri hanno inoltrato alla Prefettura di Reggio Emilia la proposta di diniego alla detenzione di armi e munizioni nei confronti di 23 persone, già detentori di licenza, che nel corso dell’attività di controllo del territorio sono state identificate e segnalate all’autorità giudiziaria per reati contro la persona a seguito di liti, domestiche e non, durante le quali hanno estratto o mostrato le armi per zittire la controparte.

I PROVVEDIMENTI

Nei confronti di queste 23 persone, secondo i militari, sono venuti meno i requisiti essenziali e indispensabili per la detenzione di armi; perciò è stato avviato l’iter burocratico per ritirare dalla circolazione gli strumenti atti a offendere. Le 39 denunce sono scattate in relazione al ritardo nel regolarizzare la detenzione delle armi o per l’omessa custodia.

la normativa

Al riguardo si ricorda cosa prevede la normativa italiana in materia: chi entra in possesso di armi o parti di esse, perché comprate con apposita licenza o ereditate, deve farne denuncia entro le settantadue ore successive alla caserma del Comune di residenza, per i residenti nella provincia di Reggio Emilia, oppure alla questura per i residenti nel capoluogo. Entro lo stesso termine di tre giorni deve essere comunicata la variazione del luogo di detenzione delle armi, nel caso che si decida di spostarle da un luogo ad un altro. Particolare attenzione, nei controlli sul campo, è stata posta sulle modalità di custodia delle armi che, come sottolineano i militari reggiani, deve essere assicurata con ogni diligenza per evitare che congiunti non autorizzati o terze persone le utilizzino. Non solo: la mancata osservanza delle cautele sulla custodia delle armi può attirare i malintenzionati che, con furti in abitazione ben programmati, vogliano fare rifornimento di pistole e fucili destinate ad alimentare il mercato nero del circuito criminale.

L’importanza della materia sta inducendo i carabinieri reggiani ad eseguire accurate istruttorie per accertare che i detentori di licenze rispondano ai requisiti specifici previsti dalla normativa vigente, in nome dell’ordine e della sicurezza pubblica. È attribuita anche all’Arma la potestà di vigilare scrupolosamente sui requisiti morali di coloro che richiedono le licenze, valutando con attenzione ogni segnale, fondato su situazioni di fatto, che potrebbe portare ad un giudizio negativo in merito al futuro comportamento del richiedente.

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