Gazzetta di Reggio

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UN CASO ESEMPLARE

Travolta e ferita da un monopattino «Equiparato alle bici non verrò risarcita»

Sabrina Chiellini
Travolta e ferita da un monopattino «Equiparato alle bici non verrò risarcita»

La pensionata: «Un pirata mi ha investita ed è fuggito Non posso neppure accedere al Fondo vittime della strada»

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Sabrina Chiellini

PISA. È stata bersaglio involontario di un monopattino-pirata che l’ha travolta ed è fuggito via. Dopo il danno è arrivata la beffa: il monopattino elettrico è equiparato alle biciclette. E lei, investita e ferita gravemente, non può neppure accedere al Fondo Vittime della strada per chiedere un risarcimento. Un fatto che fa riflettere sulla pericolosità dei monopattini e sulla leggerezza con cui hanno “invaso” le strade delle città senza un sistema di regole. È successo a Pisa la sera del 13 maggio e ancora il nome dell’investitore pirata non è stato scoperto.

Torniamo alla sera dell’incidente. Il monopattino elettrico travolge la donna a passeggio in via San Frediano, a due passi dalla Scuola Normale. L’impatto è terribile. L’investitore fugge via, non si trova. La donna ferita finisce in ospedale. Ha due fratture a un braccio, il setto nasale rotto, due coste e le orbite rotte, che si aggiungono al trauma cranico conseguente alla caduta. Quando arriva al pronto soccorso di Cisanello è irriconoscibile, una maschera di sangue. A distanza di tre mesi dall’incidente Candida Virgone, giornalista professionista in pensione e alle spalle una lunga carriera da cronista del Tirreno, ancora non sa chi l’ha ridotta in quel modo. Da allora ci sono stati alcuni giorni di ricovero, un intervento chirurgico alla mano, il gesso al braccio, la paura. E tanta rabbia. Quel monopattino è sparito, chi lo guidava anche. Ma soprattutto lascia senza parole il vuoto normativo che ancora circonda i monopattini.

Gli incidenti si moltiplicano. Dall’inizio dell’anno gli scontri mortali sono stati quattro, oltre al caso della grossetana morta perché investita in Francia da un monopattino con due persone sopra. L’ultima tragedia a Firenze è di pochi giorni fa, dove è morto un giovane di 27 anni. Un vuoto legislativo che se non sarà colmato farà altre vittime e lascerà altri conducenti impunti. Alla Camera è in discussione una proposta di legge che prevede regole ferree, come l’obbligo del casco, il limite di velocità e il divieto assoluto di circolare la sera dopo il tramonto, e sanzioni salate per chi trasgredisce. Nel frattempo, sulle strade delle città è il Far West, per non parlare dei monopattini a noleggio, usati e abbandonati dove capita. «Di quella sera – racconta Virgone – ricordo che stavo passeggiando, poco prima delle otto di sera. La mia memoria si ferma a Piazza dei Cavalieri. È una strada stretta dove anche le auto procedono lentamente, in alcuni tratti non ci sono nemmeno i marciapiedi. Dal Lungarno è arrivato come una scheggia il monopattino. Andava come un pazzo, mi ha travolto in pieno, sono volata di alcuni metri. A distanza di mesi ancora non riesco a ricordare».

Nell’investimento Candida sbatte la testa e perde i sensi. Viene soccorsa da alcuni passanti, tra i quali ci sono un magistrato e un avvocato, arrivati subito dopo. Il conducente del monopattino cade, lo sentono bestemmiare un paio di volte, si rialza e fugge. Un cittadino lo insegue in bicicletta, arriva fino quasi allo stadio (dall’altra parte della città) ma poi deve arrendersi e lo perde.

Sull’incidente con il monopattino partono le indagini. Ma quella sera le telecamere della videosorveglianza civica, che dovrebbero servire per aumentare la sicurezza, non funzionano. Solo quella della scuola Normale riprende da lontano l’incidente ma non basta per identificare il conducente-pirata. E le telecamere private delle abitazioni che si trovano lungo la strada verranno prese in considerazione quando ormai è troppo tardi e le immagini non sono più disponibili. C’è un sospettato ma al momento non risulta indagato. Nelle stesse ore, però, sempre a Pisa, accade un altro incidente su cui si indaga e in cui è coinvolto un monopattino. Una storia nebulosa: un uomo arriva al pronto soccorso e racconta di essere stato investito, mentre era a bordo del monopattino, da una moto il cui conducente è fuggito senza prestare i soccorsi.

«Dove arriveranno le indagini non lo so ancora – è il commento della giornalista – le sorprese in negativo purtroppo non sono finite. Oltre ai danni che ho riportato, ci sono quelli economici per le cure e l’assistenza che mai nessuno risarcirà. Non solo: non posso rivolgermi neppure al Fondo Vittime della strada perché il monopattino è equiparato alla bicicletta e non sono previsti risarcimenti danni per incidenti causati da questi mezzi. Per questo occorrerà fare presto a sanare quel vuoto normativo ». Ogni giorno decine di incidenti come quello capitato a Candida rischiano di restare impuniti. E le loro vittime beffate come lei. Traumatizzate e senza protezioni.

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