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Allevatore dona ai sardi colpiti dagli incendi 46 rotoballe di fieno

Casina, Serri: «Appena ho visto la situazione ho voluto aiutarli». Lo aveva già fatto con L’Aquila e la Bassa dopo il sisma


22 agosto 2021 Luca Tondelli


CASINA. L’agricoltura è un settore duro: si lavora tanto, si fatica e spesso si è alla mercè delle calamità naturali, che possono inficiare buona parte di questo lavoro. Bizze che possono diventare anche veri e propri disastri. Così Simone Serri, titolare dell’azienda agricola e allevamento New Farm di Casina, ha avvertito subito un moto di vicinanza verso gli allevatori sardi, colpiti in modo durissimo dagli incendi che per diversi giorni il mese scorso hanno devastato in particolare l’oristanese. Al punto di decidere di dare loro concretamente una mano: come donare parte delle sue rotoballe di fieno e farle arrivare sino a laggiù.



«Appena ho visto la situazione – racconta Serri – ho voluto cercare un modo di aiutare gli allevatori colpiti da questa situazione terribile. Ho scritto sui social che ero disponibile a donare 46 rotoballe di fieno, e sono stato presto contattato da alcuni referenti di associazioni agricole sarde, per cercare di organizzare il trasporto». Ovviamente la gratitudine è stata tanta, perché per molti allevatori, soprattutto di ovini che sono tradizionalmente il settore principale dell’agricoltura sarda, si sono trovati in situazione di grave emergenza.

«La difficoltà principale – prosegue l’agricoltore – era come portare là il fieno. Sono stato contattato da alcuni trasportatori modenesi, Cocco e Bedini, che abitualmente lavorano con le ceramiche, che mi hanno dato la loro disponibilità a portare là le rotoballe gratuitamente. Poi anche le compagnie dei traghetti, Moby e Tirrenia, hanno fatto sapere che avrebbero portato senza spesa gli aiuti sull’isola. Così abbiamo organizzato il trasporto, il fieno è già arrivato a Montiferru (Oristano) ed è andato a sostenere diversi piccoli allevatori, cosa che mi fa davvero molto piacere. Ora gli auguro di poter presto ripartire con il loro lavoro superando questa grave emergenza». Un gesto davvero molto bello, che tra l’altro per Simone Serri non è il primo di questo genere: lo aveva già fatto in occasione del terremoto dell’Aquila, e poi nel 2012 a colleghi delle zone emiliane più colpite dal sisma di quell’anno.


 

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