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«La nostra rete territoriale si è già messa in moto»

Am.P.
 «La nostra rete territoriale si è già messa in moto»

Il prefetto Iolanda Rolli: «Sapremo garantire un’accoglienza solidale»  I rifugiati saranno ospitati nei Cas dopo un periodo di quarantena

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REGGIO EMILIA. «La macchina organizzativa della prefettura di Reggio Emilia si è già messa in moto per assicurare le risposte necessarie ai profughi afghani».

Così il prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli, si è detta pronta a ricevere le persone in fuga dall’Afghanista che, grazie ai corridoi umanitari, sono sbarcate all’aeroporto di Fiumicino di Roma.

«Sulla questione dei profughi afghani in arrivo nel nostro territorio ricordo che gli invii avvengono su disposizione del Ministero dell’Interno e, considerato che i cittadini afghani sono richiedenti asilo, secondo le attuali disposizioni vanno accolti con il sistema Cas, previo svolgimento del periodo di quarantena a cura del Ministero della Difesa», ha spiegato il prefetto.

Il riferimento è ai Cas, i centri di accoglienza straordinaria; la legge prevede che, qualora sia esaurita la disponibilità di posti all’interno delle strutture di prima e/o seconda accoglienza, “sono apprestate dal Prefetto misure straordinarie di accoglienza, in strutture temporanee e limitatamente al tempo strettamente necessario al trasferimento del richiedente nelle strutture di prima o seconda accoglienza”. Da notare che riguardo alla gestione dei centri di accoglienza straordinaria (Cas) vale la pena sottolineare che negli anni sono state date indicazioni diverse e in parte contraddittorie su come dovessero essere strutturati: e difatti la tendenza è stata quella di omologare i servizi resi nei Cas a quelli dello Sprar, per favorire il progressivo passaggio all’interno del sistema ordinario di protezione. In ogni caso, dal punto di vista burocratico, sono tuttora in vigore a Reggio i bandi indetti nel 2017 e lo spazio c’è, perciò non è necessario indire altri concorsi; ad entrare in campo saranno gli stessi gestori che si sono occupati della prima accoglienza a Reggio Emilia, come La Dimora d’Abramo e le altre cooperative sociali. Attualmente i primi contingenti di profughi sono rimasti a Roma, dove dovranno osservare la quarantena Covid, che in caso di tamponi negativi è ridotta a dieci giorni. Nei prossimi giorni, quando si tratterà di distribuire i nuovi arrivati nelle regioni, «alla distribuzione sovrintenderà la Prefettura di Bologna», ha chiarito la dottoressa Rolli; il capoluogo di Regione a cascata coinvolgerà le Prefetture provinciali.

«Interverremo con la rete territoriale e sono certa che tutti gli attori del nostro territorio saranno disponibili a garantire una solidale accoglienza a persone che, in questo momento, versano in una condizione di estrema gravità – ha concluso Rolli – Sono già state avviate le iniziative necessarie ed è stato chiesto ai gestori, che già operano nella provincia di Reggio, di individuare strutture Cas da adibire ad uso dei cittadini afghani, ai quali, in virtù di quanto previsto dal decreto legislativo numero 251/2007, potrà essere riconosciuto lo status di rifugiato».

Am.P.

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