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Nell’area di Tannetum si cerca un villaggio celtico Domani ripartono gli scavi

Da.Al.

Nuova missione archeologica dell’Università La Sapienza con la danese Siddansk . Le indagini saranno condotte sul campo da Paolo Storchi

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GATTATICO. Domani ricominciano le indagini archeologiche sul sito dell’antica Tannetum, dureranno tre settimane e vedranno la partecipazione di 14 studenti.

Si tratta di un villaggio celtico di cui parlano gli storici antichi (Polibio e Livio) che si trasformò nel corso del I a.C. in una vera e propria città romana che però decadde nel corso della tarda antichità fino a scomparire del tutto, tanto che per secoli si è dibattuto circa la sua posizione, questione oggi in via di risoluzione grazie alle scoperte effettuate dall’attuale missione archeologica internazionale che ha svelato la presenza di un anfiteatro, varie strade romane e alcune strutture abitative, oltre che quello che verosimilmente è il villaggio celtico di Tannetum.

Le ricerche, effettuate dall’Università di Roma La Sapienza e da Syddansk Universitet di Odense, in Danimarca, su concessione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara (la funzionaria incaricata e la dottoressa Miari), saranno condotte sul campo dall’archeologo Paolo Storchi, docente di Archeologia del paesaggio all’Università di Bologna, campus di Ravenna, Dipartimento di Beni Culturali, con una equipe di ragazzi italiani e danesi.

Si proseguirà anche nell’indagine del fortilizio del Castellazzo di Taneto, area indagata sin dal 2017 e che ha riservato scoperte particolarmente importanti in questi anni (tra cui uno dei set di scacchi in avorio più antichi d’Europa), ma di cui mancano ancora indicazioni circa la precisa pianta e organizzazione della struttura, mentre gli scavi di questi anni hanno permesso, per la prima volta, un preciso inquadramento cronologico (IX-XI secolo d.C.). La struttura, per la speciale importanza, è stata inoltre oggetto di un finanziamento ministeriale per i restauri della torre scavata fino a questo momento. Inoltre l’equipe condurrà un nuovo saggio nel paese di Taneto, in un’area in cui il maestro di scuola e appassionato di archeologia Bernardi negli anni Sessanta del Novecento segnalava la presenza di strutture antiche.

Il tutto è stato preceduto da una campagna di indagini geomagnetiche, non invasive, effettuate nei mesi scorsi da Ra.Ga. Srl di Paul Blockley. Questa metodologia di indagine misura anche le più piccole anomalie nell’andamento del campo magnetico terreste, che possono essere causate, ad esempio, dalla presenza di mattoni nel sottosuolo, tegole, o aree sottoposte a intenso calore e hanno portato all’individuazione di una serie di anomalie che vanno però verificate archeologicamente, dato che alterazioni similari possono essere date anche da elementi naturali.

Le ricerche sono sostenute da Clevertech Spa, ma vedono il sostegno diffuso delle amministrazioni locali Sant’Ilario e Gattatico, delle associazioni archeologiche “Il gruppo storico-archeologico Val d’Enza”, l’associazione Tannetum, il Gruppo archeologico Bibianellum e della popolazione locale, oltre che una serie di professionisti come Gst Snc di Marco Camorani che sostiene la missione nelle attività di rilievo, Etra restauri, l’agriturismo Arco Antico della famiglia Rota che ospita i ragazzi ed è fondamentale per la logistica delle operazioni, il geometra Dante Barbieri e Nowotec, oltre che attività locali come i ristoranti Pambianchi, il Ghiottone e Conad di Taneto.

Anche gli scrittori Italo e Livio Garavaldi, che si firmano con lo pseudonimo I.L. Federson, hanno deciso di dedicare alla missione i proventi del loro ultimo libro.

Da.Al.

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