Non rispetta gli obblighi degli arresti domiciliari Spacciatore va in cella
NOVELLARA. Ai domiciliari per spaccio di sostanze stupefacenti – a seguito della condanna in primo grado a 4 anni e 4 mesi di reclusione – è finito in carcere perché continuava ad avere contatti con l’esterno e in casa teneva stupefacenti. Sono stati i carabinieri di Novellara a eseguire nei giorni scorsi il provvedimento disposto dal gip del tribunale di Reggio Emilia.
I militari hanno accertato, a carico del 38enne, il pakistano Mohammad Waqa, reiterate violazioni delle prescrizioni del divieto di comunicare con persone estranee al suo nucleo familiare e in particolare con alcuni connazionali. Inoltre, in occasione di un controllo nell’abitazione, i carabinieri hanno trovato della sostanza stupefacente. Queste circostanze segnalate dai carabinieri alla procura hanno portato all’aggravamento della misura.
Il 38enne era stato arrestato nel marzo del 2020 con l’accusa di essere il responsabile della morte per una overdose di eroina di una 39enne che era stata trovata il 24 ottobre 2019 senza vita in un garage di un’abitazione di Novellara. Secondo i carabinieri era stato lui a cedere la dose letale. Era finito dunque in carcere con l’accusa di spaccio di stupefacenti e morte come conseguenza di altro reato. La perquisizione eseguita durante le fasi dell’arresto aveva permesso di trovare e sequestrare cinque dosi di eroina, oltre 700 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio. Lo scorso maggio è iniziato il processo a carico del pakistano. Il pm aveva chiesto la condanna a più di 7 anni di reclusione, ma il giudice l’ha condannato a 4 anni e 4 mesi per spaccio, non ritenendolo responsabile della morte della 39enne.
Ora per lui si sono riaperte le porte del carcere.
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