Spaccio e rapine: cartelli di allerta affissi dai cittadini alle ex Reggiane
Il comitato dei residenti li ha scritti per avvertire i passanti «Via Agosti in balìa dei malviventi: serve uno sgombero»
REGGIO EMILIA. «Attenzione, inizio zona pericolosa. Rischio aggressioni, furti e vendita droga». Non è certo un messaggio da cartolina quello affisso ieri mattina in via Agosti da Stefano Buffagni del comitato di cittadini “Ascoltare Santa Croce”, quartiere candidato a diventare il polo dell’innovazione ma che sul lato nord è ancora lontano dall’essere strappato all’egida dei malviventi.
A due giorni dall’ultima rapina in strada, i residenti del quartiere dicono di aver finito il fiato usato in questi mesi per chiedere il definitivo sgombero delle ex Reggiane visto lo stillicidio di violenti furti che avviene con cadenza quasi giornaliera in via Agosti e in Piazzale Europa, diventati il bancomat dei rapinatori che fermano i passanti per minacciarli e derubarli.
«Per passare in via Agosti bisogna farsi il segno della croce» racconta Buffagni, diventato suo malgrado un pasionario, testimone diretto con i vicini dei troppi episodi criminali che avvengono a pochi passi dalle loro case.
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La rapina di due giorni fa è stata in piazzale Europa: due nordafricani – poi fuggiti dentro le Reggiane – hanno disarcionato dalla bici un passante, che sotto la minaccia di una pietra ha consegnato il cellulare e 200 euro. Furti con strappo, estorsioni e tentate estorsioni, rapine che spesso restano impuniti: a fine luglio la questura ha accompagnato dietro le sbarre due senzatetto – uno considerato rapinatore seriale – alloggiati alle ex Reggiane ritenuti responsabili di aver picchiato e derubato due giovani il 13 giugno scorso vicino al centro Loris Malaguzzi.
Lo stillicidio di reati però non si ferma. Ieri, quindi, come forma di protesta e di avvertimento per gli ignari passanti, i residenti hanno affisso dei cartelli lungo via Agosti per avvertire della presenza dei rapinatori che sbucano dalle ex Reggiane, dove vivono abusivamente diversi criminali che mettono in ombra anche gli indigenti veri e propri, che da tempo hanno scelto quel riparo come casa.
«Quei cartelli li abbiamo messi perché ormai non passa giorno senza che succeda qualcosa – dice esasperato Buffagni –. Bisogna rendersi conto che dentro le Reggiane ormai sono rimasti solo i delinquenti, persone con le quali non bisogna essere tolleranti» ripete l’esponente del comitato, attivo sui social dove racconta per immagini reati e degrado del quartiere.
Il disagio dei residenti è perciò riassunto in quei cartelli, scritti anche in inglese, e appesi ai pali della segnaletica stradale, all’incrocio con via Cassala, quest’ultima rimasta zona indenne dalle rapine che avvengono poco più in là.
I problemi nascono quando si passa davanti ai cancelli di via Agosti dell’ex fabbrica reggiana. «Chi passa di lì spesso è per comprare della droga – racconta una residente di via Cassala mentre raccoglie foglie in giardino – noi qui non abbiamo problemi. Come vede continuiamo a far giocare i nostri bambini in giardino e quelle persone per fortuna non si avventurano fin qui. Prendono di sorpresa chi gli passa vicino o magari chi gli chiede della droga. La sera si sentono urla, succede un po’ di tutto. Di giorno la situazione sembra invece essere più tranquilla. Io comunque a piedi non ci vado: lì davanti ci passiamo esclusivamente in macchina. A piedi mi sembra troppo pericoloso». Anche ieri non sono mancate le grida, gli interventi della polizia, il via vai di sbandati. Via Cassala invece è un crocevia di vite e persone che vengono da paesi diversi, zona popolare basata sull’integrazione, mentre dall’altra parte della strada permane una bolla di degrado concentrato nelle Reggiane, visitate regolarmente dalle forze dell’ordine che hanno deciso da tempo di ridurre l’impatto di quella cittadella diventata rifugio negli anni per migliaia di persone, ora sempre più appannaggio di uomini che prestano il fianco all’illegalità. «Parliamo di persone che non vogliono certo frequentare i programmi di recupero né di quelli che vanno alla Caritas – rincara ancora la dose Buffagni –. Ribadiamo che qui, se non si interviene in maniera decisa, può succedere qualcosa di peggio di una rapina. Dopo la mezzanotte spesso via Agosti è piena di questi uomini in mezzo alla strada. Se accadrà qualcosa di peggio si griderà allo scandalo ma sarà troppo tardi. Ci vuole un’azione dura. Ci dicono che lo sgombero ci sarà in autunno ma qui ogni giorno succede qualcosa ai danni di tante persone. Polizia, carabinieri e vigili girano spesso, non c’è che dire, ma serve un presidio fisso finché non sgomberano. Purtroppo i passaggi non sventano le rapine. Un mese fa poi hanno pulito ancora un volta il piazzale ma è già tornato in condizioni vergognose».
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