Quel progetto atteso da quarant’anni rimasto sulla carta
la scheda
I suoi primi quarant’anni di non esistenza, lunghi quanto la vita delle migliaia di persone di mezza età che sulla mitica via Emilia – celebrata da cantautori e poeti nostrani – ci sono cresciute. Potrebbe intitolarsi così un libro sul controverso progetto fantasma. Nel 2018 quando Anas, che gestisce 26mila chilometri di strade statali italiane, ha fatto tappa a Reggio Emilia per il roadshow itinerante, ha citato come simbolo della sua storia il progetto sul tavolo della via Emilia bis; peccato che su quel tavolo ci sia rimasto per quattro decenni, tra annunci in pompa magna, precipitosi dietrofront, una mare magnum di consulenze e studi di fattibilità mai concretizzati e polemiche a non finire. Da Piacenza a Forlì-Cesena non esiste giunta che non abbia disquisito sul tema: di fronte all’immobilismo regionale e nazionale, il risultato è stato il proliferare di tangenziali e varianti, in una parcellizzazione campanilistica molto lontana da un piano organico di via Emilia bis che non ha mai visto la luce.
L’unico tratto esistente, la variante nord alla via Emilia di Sant’Ilario, non è stata realizzata da Anas ma dalla Provincia di Reggio Emilia e da due Comuni, Gattatico e Sant’Ilario. L’idea è nata perché lungo quella tratta doveva essere realizzata una pista camionabile per il trasporto degli inerti al cantiere dell’alta velocità e su quella idea è sorta questa strada provinciale lunga appena un chilometro e mezzo. Inaugurata nel 2010 ha avuto un costo di 4,5 milioni, pagati per 1.630.000 euro dal consorzio per alta velocità e comune di Gattatico, per 2.426.000 euro dal comune di Sant’Ilario e per 436mila euro dalla Provincia di Reggio Emilia (principalmente per i costi di progettazione). Da quel momento non è stato fatto nulla di concreto, tranne un accordo generico tra Comune di Sant’Ilario e Provincia, per approfondire lo studio del prolungamento della variante fino a Calerno, al costo annunciato di 7 milioni di euro. Contestualmente nel 2013 il Comune di Reggio Emilia ha realizzato il progetto definitivo per la tangenziale nord, progetto fatto proprio da Anas per un costo complessivo di circa 182 milioni di euro, si tratta della celebre tangenziale che arriverà fino alla rotatoria di Corte Tegge. Nel 2019 il Comune di Reggio Emilia ha approvato con delibera di consiglio il famoso emendamento Capelli che ha stanziato 300mila per la progettazione preliminare e definitiva del tratto di variante alla via Emilia compresa tra Corte Tegge e Calerno.
Am.P.
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