«Intitoliamo a Gino Strada il parco di Ventoso o una via»
Gli esponenti dei 5 Stelle chiedono al Comune di attivarsi per dedicare l’area verde al medico chirurgo fondatore di Emergency
SCANDIANO. Dedicare il parco di Ventoso a Gino Strada. La richiesta arriva dai consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Patrizia Maselli e Marco Barbanti, a pochi giorni dalla morte improvvisa del fondatore di Emergency, una realtà notissima a livello internazionale.
«Ci lascia ad una età in cui la maggior parte delle persone vive in pensione da anni, ma Gino Strada fino all’ultimo giorno si è dedicato alla medicina ed all’amore verso il prossimo incondizionatamente, costituendo un esempio a cui tutta la cittadinanza dovrebbe aspirare», spiegano i pentastellati scandianesi prima di presentare la propria richiesta.
L’appello al sindaco Matteo Nasciuti e alla giunta chiede, in particolare, di accelerare le pratiche per rinominare il parco di Ventoso a Gino Strada, o di pensare ad un altro luogo. La domanda è quella di «iniziare, entro il corrente anno, ad attivarsi presso la Prefettura affinché, come previsto dalla legislazione attuale, in deroga alla vigente legge 1188/27, autorizzi questa Amministrazione ad intitolare il parco pubblico di Ventoso adiacente a via Dante Pedroni in memoria del dottor Gino Strada o, in alternativa, una qualsiasi via, piazza, luogo del territorio scandianese».
I meriti, sottolineano i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, sono enormi: «Nonostante Gino Strada abbia avuto un percorso di studi e di formazione ad altissimi livelli che avrebbe potuto indirizzare ad una brillante carriera nel ruolo di chirurgo, si impegna a dare il proprio contributo là dove le zone di conflitto creano sofferenza e bisogni primari specialmente in ambito medico. Già dal 1989 lavora con il Comitato internazionale della Croce Rossa in varie zone di conflitto: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia Erzegovina». E il lavoro di Emergency è stato unito all’apertura di tanti ospedali chirurgici in alcune delle zone più povere e segnate dalla guerra del pianeta, oltre che in Italia.
Adr.Ar.
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