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L’ex sindaco Campani in pista alle amministrative di ottobre

Paolo Ruini

Dopo dieci anni di pausa, l’esponente socialista vuole tornare alla politica attiva «Al paese manca un grande progetto sulle infrastrutture e sull’economia»

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CASTELLARANO. Ritorna Gianpietro Campani. Alle prossime amministrative castellaranesi ci sarà anche il sindaco socialista degli anni Ottanta, poi passato all’opposizione per l’alleanza fra Pci e Dc (primo Comune in Italia ad unire i due grandi partiti). Negli anni Novanta e nel primi anni Duemila si è sempre presentato in liste come candidato sindaco o come consigliere, dove ha sempre ottenuto il posto in consiglio comunale.

Il suo modo di fare opposizione potrebbe essere paragonato a quello di un “fromboliere”, ovvero colui che lancia interpellanze oppure interrogazioni su temi specifici che colpiscono la maggioranza con effetti in molte occasioni favorevoli a chi ha lanciato la proposta.

Erano undici anni – dal 2010 – che Gianpietro Campani non partecipava alla politica amministrativa attiva. Nel 2021 ritorna. In quale veste? Lo si saprà dopo la presentazione ufficiale delle liste .

Poco più di tre anni fa aveva lanciato una sorta di comitato per evidenziare i problemi di Castellarano. Che cosa è emerso?

«Sì –risponde Campani – avevo pensato ad un momento di riflessione sulle questioni di pubblico interesse; lo avevo chiamato “forum civico”. Dopo un primo iniziale interesse, tutto è andato scemando. D’altra parte, se noi osserviamo l’inesistente interesse per il periodo pre-elettorale ci facciamo una ragione del deserto politico in cui stiamo vivendo. Soggetti politici spariti, di minoranza ma anche di governo».

Che cosa ne pensa dell’operato del consiglio comunale?

«Il consiglio comunale è uscito distrutto dalla riforma delle autonomie locali. A Castellarano occorre aggiungere a questo l’opera di demolizione istituzionale messa in atto dalla politica dalla coalizione targata Pd, che da oltre trenta anni governa il paese».

Che cosa la spinge a dedicare del tempo all’azione politica?

«Essendo nato e cresciuto in questo paese, dopo aver dedicato una parte della vita all’impegno diretto nelle istituzioni, impegno mai di mestiere ma semplice passione politica e civica, e avendo raggiunto la stagione della pensione, non escludo la partecipazione all’impegno attivo, come semplice consigliere».

Che cosa ha fatto di buono l’amministrazione Zanni?

«L’amministrazione Zanni ha ripreso l’iniziativa amministrativa con opere, programmi, slogan che abbiamo già visto e sentito da amministrazioni passate, sopratutto dal decennio Caprari ».

Che cosa manca a Castellarano?

«Manca un grande progetto di adeguamento strutturale che tenga conto dei 15mila abitanti raggiunti e le mutevoli condizioni delle produziono e, più in generale, dell’economia».

È difficile fare l’opposizione a Castellarano?

«Non voglio pensare che fare opposizione a Castellarano sia inutile. Penso invece che sia difficile. I consiglieri di minoranza dovranno fare i conti con la desertificazione della politica amministrativa, avvenuta per una precisa responsabilità del patto derivante dalla prima Repubblica fra mondo cattolico e comunista».

Paolo Ruini

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