Il caso ex Reggiane in Parlamento
REGGIO EMILIA. Dopo il botta e risposta tra il comitato Ascoltare Santa Croce e il prefetto Iolanda Rolli – con il primo esasperato dai recenti fatti di cronaca e il secondo che ha ricordato come da tempo esista un controllo coordinato di polizia, carabinieri, polizia ferroviaria e municipale sull’intera area – le Reggiane tornano a essere un caso nazionale. È stato Tommaso Foti, vice-capogruppo vicario di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, a parlare della situazione di via Agosti in Parlamento, rivolgendo una interrogazione al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. «Quanto denunciato da lungo tempo dai residenti del quartiere Santa Croce – ha affermato – con riferimento alla situazione di degrado delle ex Reggiane, sino al recente ed eclatante gesto della affissione dei cartelli per segnalare la pericolosità a coloro che abitano e percorrono via Agosti, non è altrimenti tollerabile». L’area nei pressi delle ex Reggiane, ha evidenziato, «è teatro quotidiano di attività di spaccio, luogo di dimora di sfollati di vario genere, nonché di generale percezione di insicurezza per i cittadini. È indispensabile un intervento forte da parte dello Stato». Per il parlamentare «è incomprensibile come di fronte a un problema di ordine pubblico così conclamato il locale Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto e del quale fa parte anche il sindaco, non abbia ancora richiesto al ministero dell’Interno l’invio dei militari nell’ambito dell’operazione “Strade sicure”, attiva in numerosi capoluoghi della regione ma non a Reggio Emilia». Non solo. Per Foti è incredibile anche che, «nonostante la gravità della faccenda, della situazione si sia dovuta interessare una emittente televisiva nazionale (il riferimento è alla troupe di Mediaset che lunedì mattina è arrivata in via Agosti, ndr), ma non concretamente le autorità competenti ai vari livelli. A questo punto – ha concluso il parlamentare – se il ministro dell’Interno Lamorgese volesse dimostrare di esistere, batta un colpo e faccia sentire la mano pesante dello Stato dove ve ne è più bisogno».
Intanto prosegue la riqualificazione dell’area: «L’appello per la sicurezza fatto dai cittadini – aveva detto qualche giorno fa alla Gazzetta l’assessore alle Politiche per i cittadini migranti, Daniele Marchi – è giusto. Per questo proseguiamo per arrivare a uno sgombero definitivo delle Reggiane entro fine anno. Forse prima. Noi non possiamo che proseguire con il progetto che si basa sul protocollo stipulato con la Regione, l’Asl, diocesi e Caritas per lavorare su due fronti: da una parte le persone bisognose alle quali è stata offerta una diversa sistemazione, dall’altra la messa in sicurezza degli immobili delle Reggiane per non renderli più abitabili».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
