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La reggiana Cirfood nella crociata contro gli sprechi “Salvati” 5mila pasti

Ambra Prati
La reggiana Cirfood nella crociata contro gli sprechi “Salvati” 5mila pasti

Successo per la partnership con l’app “Toogoodtogo” In un anno risparmiati 13mila chili di anidride carbonica

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA. Donne avvezze alla tecnologia e giovani tra i 20 e i 35 anni, ma anche lavoratori abituali frequentatori delle mense aziendali che decidono di portarsi a casa la cena già pronta. Questo l’identikit dei reggiani che apprezzano sempre di più la Toogoodtogo, App antispreco nata in Danimarca nel 2015 con l’obiettivo di ridurre il cibo buttato e preservare l’ambiente.

Cirfood ha celebrato il primo anno di partnership con questa App, che consente ai consumatori di ritirare dai propri punti vendita le “magic box”, vale a dire scatole a sorpresa con i piatti freschi rimasti invenduti a fine giornata, pagandoli un terzo del loro valore. Se l’App da tempo spopola nelle grandi città, lo sbarco in una dimensione ridotta come Reggio ha dato risultati insperati: anche nella nostra provincia si sta diffondendo un consumo più attento al portafoglio e all’ecologia, tanto che Cirfood (solo una delle realtà aderenti) è intenzionata ad implementare la proposta.

«Siamo stati la prima società cooperativa italiana di ristorazione collettiva ad aderire all’App, il che ci ha permesso in un anno di “salvare” oltre 5mila pasti e di risparmiare oltre 13mila chili di anidride carbonica, poiché la produzione di un pasto richiede delle emissioni – esordisce Maria Elena Manzini, responsabile sostenibilità di CirFood – Siamo partiti la scorsa estate, in piena pandemia, con un locale pilota a Modena e due punti Rita reggiani nei centri commerciali Ariosto e Meridiana. Con il passare dei mesi abbiamo incrementato via via i punti vendita, fino ad arrivare agli attuali 22 locali, tredici a Reggio, i restanti tra Modena e Milano».

La risposta, secondo Manzini, «è stata subito molto buona. Inaspettatamente abbiamo registrato risultati positivi nel gradimento sul venduto, monitorato dalla App: la media del “voto” degli utenti è pari a 4,5 su 5 punti. I punti di forza sono la quantità di cibo, il personale gentile, il rapporto qualità/prezzo e il ritiro veloce. Nella tipologia di utenti prevalgono le donne e gli studenti: sia l’orario (i nostri self-service offrono questa possibilità prevalentemente a pranzo, con ritiro dalle 14.30 alle 15, solo i bar dei centri commerciali sono disponibili anche la sera) sia la tipologia di acquisto innovativa e tecnologica fanno sì che i più ricettivi siano i giovani, ma notiamo un innalzamento dell’età dei consumatori». Il lancio avvenuto durante l’emergenza Covid ha agevolato, nonostante il calo dell’attività complessiva.

«Avevamo già in animo questo progetto, che è nelle nostre corde – prosegue Manzini – La pandemia, con i contatti ridotti e l’accelerazione sull’online, ha fornito un’ulteriore spinta per raggiungere anche persone che ad oggi potrebbero non essere nostri clienti. È un’altra modalità di consumo, che non si sostituisce ma si aggiunge alla nostra rete. L’App ci consente di agganciare un pubblico più vasto, che di solito non frequenta le mense. La maggior parte degli acquirenti sono giovani che consumano subito il pranzo, ma la nostra impressione è che anche operai e impiegati, che vanno in mensa in pausa pranzo utilizzando i buoni pasto, poi decidono di portarsi a casa la magic box per la cena». Manzini ha sottolineato che la quantità di magic box messe a disposizione a CirFood sono modiche. «In media 5-6 box al giorno per ogni punto vendita, se fossero di più sprecheremmo troppo e non faremmo bene il nostro lavoro». Per il futuro CirFood pensa di ampliare l’App dai 22 Rita attuali all’intera catena: 70-80 ristoranti in tutta Italia. «Inoltre intendiamo creare una partnership per altri brand commerciali di Cirfood retail al di fuori di Reggio, come ad esempio Poormanger a Milano e Roma, Calamaro Piadinaro a Riccione, l’Antica Focacceria San Francesco a Palermo. Veri locali di ristorazione che hanno un’attività prevalentemente serale, con un pubblico più variegato rispetto ai Rita. Crediamo molto in questa partnership, anche se l’attuazione sarà graduale perché dobbiamo organizzarci».

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