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Nelle “scatole magiche” il cibo fresco invenduto

Am.P.

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REGGIO EMILIA. Alimenti di giornata rimasti invenduti, acquistabili ad un terzo del valore commerciale (un terzo corrisponde esattamente alla quantità di cibo cucinato nel mondo occidentale che finisce nella spazzatura ogni giorno) e con l’obbligo del ritiro di persona (no delivery). Queste le regole guida della App Toogoodtogo, che ha fatto incontrare gli utenti con gli esercizi commerciali in modo che il cibo possa avere nuova vita invece di finire nella spazzatura.

Il logo dalle tre foglie è nato in Danimarca tra il 2015 e il 2016 e ora è diffuso in 14 Paesi dell’Unione Europea, da settembre 2020 negli Usa e da qualche settimana in Canada. In Italia l’App è presente in tutte le regioni italiane: 18mila esercizi commerciali (la parte del leone la fa il nord, dove l’App è sbarcata prima), dai piccoli esercizi alla grande distribuzione (Carrefour, Coop Centro Italia, Conad, NaturaSì).

«Il funzionamento dell’App è semplice – ha spiegato Ilaria Ricotti, public relations manager di Toogoodtogo Italia – Chiunque può scaricare la App, registrandosi con una mail. A registrazione avvenuta la App geolocalizza la persona e indica gli esercizi commerciali aderenti più vicini, illustrando la quantità di magic box disponibili, che dipendono dalla disponibilità degli esercenti; ad esempio in agosto è ovvio che la disponibilità cala. L’utente sceglie la fascia oraria (pranzo o cena, a livello nazionale prevale la cena), prenota la magic box (la prenotazione implica il pagamento anticipato, rigorosamente elettronico tramite carta di credito, anche prepagata, oppure Paypal) e la va a ritirare». Da notare che il delivery non è contemplato. «È sempre l’utente che deve andare a ritirare. Ovviamente il lockdown ha rallentato molto la nostra attività ma non abbiamo mai preso in considerazione l’idea della consegna a domicilio perché è contraria alla nostra filosofia, non si presta all’impegno ambientale e sociale. Un altro obiettivo è riavvicinare le persone agli esercizi commerciali di prossimità: nelle città come Roma (1.800 esercizi aderenti) e Milano (1.500 esercizi) tanti utenti scoprono piccoli negozi che non conoscevano e magari diventano clienti fissi, rivitalizzando il commercio di quartiere».

Il fatto che il cliente non sappia cosa contiene la magic box è voluto. «Il concetto di sorpresa è fondamentale ed è stato voluto per non focalizzarci sull’aspetto commerciale bensì per mettere l’accento sull’antispreco: gli utenti che accettano di adeguarsi al contenuto sono maggiormente sensibilizzati sul tema. Filtri appositi fanno sì che, ad esempio, un vegetariano possa eliminare la carne o gli prodotti indesiderati».

È l’esercente a decidere cosa proporre nella magic box, ma secondo Ricotti «spesso si può trovare cibo ottimo, poiché i prodotti più deperibili di solito sono quelli di qualità, come le mozzarelle di bufala». La magic box funziona a taglie a seconda del prezzo: 2.99 euro, 3.99 euro e 4.99 euro. «Abbiamo anche box anche più grandi, ma quelle più popolari sono da 3.99 o 4.99. Non calcoliamo tanto i “pezzi” di per sé quanto il rapporto tra il valore commerciale e il prezzo finale: il principio è che l’utente debba pagare un terzo, per un controvalore corrispondente a 12 euro”. Lo scorso 29 settembre, in occasione della giornata mondiale contro gli sprechi, undici chef stellati hanno proposto una Magic Box speciale, ma è chiaro che gli esercenti aderenti “sono più che altro mense e ristoranti che lavorano sulle grandi quantità oppure piccoli esercizi gastronomici che vogliono farsi conoscere online».

Am.P.

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