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Scuola, la Cgil «All’appello mancano ancora 800 insegnanti»

Ambra Prati
Scuola, la Cgil «All’appello mancano ancora 800 insegnanti»

L’allarme per l’apertura del nuovo anno scolastico  «Pochissime risorse, nessuna per l’organico Covid»

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Ambra Prati

REGGIO EMILIA. «La scuola quest’anno ripartirà in condizioni peggiori dell’anno scorso. Mancano all’appello 800 docenti Covid e 242 persone di organico Ata in deroga». È perentorio Silvano Saccani, segretario della Cgil Scuola, impegnatissimo in questi giorni tra riunioni fiume e una marea di richieste di consulenza in vista dell’apertura del nuovo anno scolastico.

Saccani, quali sono i nodi irrisolti?

«In questo momento non abbiamo il personale Ata, dovrebbe arrivare in settimana. La carenza maggiore riguarda quegli 800 insegnanti Covid che l’anno scorso hanno permesso di garantire il distanziamento e spacchettare alcune classi. Senza docenti Covid non si potrà dividere le classi e dislocarle in musei o banche».

Perché il governo non ha deciso sul personale Covid: disorganizzazione o mancano i soldi?

«Per quanto mi riguarda è una questione di denaro. Si afferma sempre che la scuola dev’essere al primo posto, invece possiamo dire che non sono stati fatti quegli sforzi che erano stati promessi. Tanto per capirci: lo scorso anno sono arrivati a Reggio 15 milioni di euro solo per l’organico Covid. Quelle risorse quest’anno non sono state stanziate e le scuole dovranno farne a meno. Se non sarà a disposizione il personale per tenere igienizzato, non si riuscirà a mantenere il distanziamento e si avranno classi pollaio: in queste condizioni è ovvio che il contagio potrebbe schizzare».

A proposito di classi pollaio: esistono differenze tra elementari, medie e superiori?

«Per ogni ordine abbiamo una media matematica di alunni presenti per classe: all’infanzia 19.7, alla primaria di 19.9, alle medie 21.9, alle superiori 22.7. Significa che nella primaria, se nelle scuole della montagna abbiamo numeri molto bassi, in città si formano classi di 28, alle superiori si toccano i 31 studenti. Un problema annoso: il Covid era un’occasione per risolverlo, così come la ristrutturazione degli edifici vetusti. Un’occasione persa».

Quindi è sicuro che il personale Covid non sarà in servizio?

«Ieri ho partecipato ad un tavolo con il Ministero e non è stata fornita alcuna risposta. Non mi pare che ci sia la volontà di provvedere, nemmeno in extremis. Le risorse sono risicate: a fronte di 1 miliardo e 850 milioni del 2020-2021, quest’anno sono disponibili 350 milioni, il residuo dell’anno scorso. Nessun nuovo stanziamento. L’anno scorso si è discusso di sedie a rotelle, quest’anno si parla solo di green pass per il personale scolastico: ma il green pass buttato così è uno specchietto per le allodole, non risolve affatto i problemi della scuola e anzi la sua applicazione comporta grosse difficoltà».

La protesta degli insegnanti («noi siamo vaccinati, ma restano le classi pollaio») corrisponde a verità?

«Sì è vero. Né ci sono altre possibilità di reclutamento, perché gli insegnanti precari (con tre anni di anzianità) che hanno superato il concorso straordinario sono stati assunti. Parecchi posti saranno coperti dalle graduatorie di prima fascia. In alto mare il sostegno: solo per il sostegno servirebbero nel reggiano 1.135 posti, di questi ne saranno coperti circa 200, il resto andranno a supplenti non specializzati. Noi auspichiamo che anche sui Tfa (i corsi per insegnanti specializzati nel sostegno) vengano stanziate più risorse e incrementati i corsi».

Avete dati sulla percentuale di vaccinati?

«La settimana prossima parteciperemo ad un incontro con Provincia e Ausl, siamo curiosi di avere numeri freschi. La nostra impressione è che i vaccinati si aggirino intorno all’85-90%. Il personale della scuola ha risposto bene; molti hanno ricevuto l’iniezione prima dell’11 agosto, quando è entrato in vigore il decreto dell’obbligo di green pass».

E cosa prevede la legge per chi non si vaccina? Qual’è la posizione del sindacato?

«La legge, che va rispettata, prevede la sospensione senza stipendio; il che porrà l’altro ostacolo di una quota di docenti non vaccinati che dovrà essere sostituita in corsa. Io penso che sia fondamentale che tutti gli adulti siano vaccinati proprio perché i minori possono essere portatori sani».

Vi risulta una corsa al vaccino o proteste da parte dei no vax?

«Sì alcuni stanno prenotando all’ultimo minuto, altri non ne vogliono sapere e promettono ricorsi: questi ultimi si rivolgeranno agli avvocati, la Cgil non seguirà questa partita. Qualche telefonata di protesta l’abbiamo ricevuta, pure in senso contrario: il personale vaccinato osserva che non è giusto il tampone gratis per i non vaccinati. Molti ci interpellano su come tutelare i lavoratori fragili, quelli che non possono vaccinarsi per patologie pregresse».

Un augurio per il 13 settembre?

«Non servono auguri ma risorse. A nostro avviso i fondi dell’Europa vanno impiegati soprattutto su scuola e formazione».

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