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Con finte mail si accaparrano un bonifico da diecimila euro

Con finte mail si accaparrano un bonifico da diecimila euro

Due donne di 38 e 32 anni,  residenti a Roma e Cosenza,  sono state denunciate  dai carabinieri per frode. Allarme dato da una impiegata

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REGGIOLO. Si sono rivelate piuttosto esperte di informatica e attività illecite. Operando da altre province, sono riuscite ad entrare nel sistema informatico di un’azienda della Bassa reggiana e, mediante l’invio di mail apparentemente riconducibili al titolare dell’azienda, hanno dato indicazioni di pagamento al personale dell’ufficio amministrazione.

In questo modo sono riuscite a dirottare una transazione di denaro di oltre 10.000 euro su un loro conto, cercando di fare altrettanto per una seconda transazione più corposa (circa 40.000 euro). In quest’ultimo caso, però, l’operazione non è andata a buon fine (dal loro punto di vista) in quanto la banca dell’azienda presa di mira, allertata dallo stesso personale dell’ufficio amministrazione, ha bloccato la transazione. Dopo la denuncia sporta da una dipendente dell’azienda, i carabinieri di Reggiolo si sono messi sulle tracce delle due hacker, identificandole e denunciandole per concorso in frode informatica. Si tratta di una 39enne cubana residente a Roma e della complice, una nigeriana 23enne residente in provincia di Cosenza.

Tutto ha avuto origine quando il personale dell’ufficio amministrazione dell’azienda, alla fine digiugno, ha ricevuto una mail ricondotta all’amministratore dell’azienda, che dava indicazioni per effettuare un pagamento a mezzo bonifico su un determinato conto per un importo di oltre 10.000 euro. A distanza di qualche ora, una analoga mail è stata inviata per un ulteriore pagamento di circa 40.000. In questo caso però l’mpiegata, subito dopo aver dato la disposizione, ha effettuato alcune verifiche accertando che la mail non le era stata inviata dall’amministratore. Pertanto, tramite la banca, è riuscita a bloccare il bonifico. Capito di essere vittima di una frode informatica, l’impiegata si è rivolta ai carabinieri della stazione di Reggiolo. Le indagini dei militari, grazie ad accertamenti bancari, si sono indirizzate sulle due donne, una delle quali gravata da precedenti di polizia per frode compiute con l’identico modus operandi.

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