«Alberto, che tragedia infinita»
Sconcerto in viale Umberto dove c’è la macelleria del navigatore
Qualcuno è a conoscenza di cosa è successo, altri no. Ma quando scoprono che anche Alberto Ialungo era a bordo dell’auto 42 che, sabato mattina, è piombata tra il pubblico che stava seguendo il 41esimo Rally dell’Appennino Reggiano uccidendo due persone – il ventenne reggiano Davide Rabotti e il 34enne modenese Cristian Poggioli – vengono sopraffatti dal dolore.
Alberto Ialungo, che sulla vettura 42 affiancava il pilota modenese Claudio Gubertini nelle vesti di navigatore, è contitolare insieme al fratello della macelleria “Beppe & Alberto” che si trova all’inizio di viale Umberto I, a Reggio.
La bottega è chiusa per ferie dal 15 agosto e rimarrà chiusa fino al 2 settembre. Questo se i titolari non decideranno di prolungare il riposo. In quel tratto sono presenti diverse attività e tanti negozi, e i commercianti si conoscono tra loro. Di fianco alla macelleria c’è un negozio, il Reled, che si occupa di impianti elettrici e antintrusione, vendita di materiale elettrico, illuminazione, restauro lampade e lampadari. «Per via della chiusura estiva non vediamo Alberto da parecchio tempo – dicono – abbiamo saputo cos’è successo al Rally dell’Appennino e purtroppo anche lui si trovava sull’auto che è uscita di strada investendo i due spettatori. Siamo molto dispiaciuti, sono cose a cui uno non pensa mai, ci dispiace per le vittime, i familiari, ma anche per Alberto e il pilota. Non deve essere facile».
E la stessa frase viene ripetuta un po’ da tutti, nella via. Il primo pensiero va a chi non c’è più, a Davide e Cristian che hanno perso la vita in quello che doveva essere un sabato di divertimento, assistendo a una manifestazione sportiva che amavano da sempre, poi si prova a immaginare il dolore e il vuoto provocati da questa tragedia nei familiari. Infine, conoscendo Alberto Ialungo e la sua famiglia, si pensa anche a lui. «Perché non deve essere facile accettare quello che è successo, è una vera tragedia», dicono tutti, scuotendo la testa.
Sconcerto anche nel mondo delle corse, dove la voce è unanime: «Alberto Ialungo è un navigatore esperto, in grado di valutare bene e prontamente gli scenari», dicono tutti quelli del settore.
Anche l’equipaggio era affiatato: il pilota modenese Claudio Gubertini (considerato uno dei migliori driver di rally non solo a livello locale, ma nazionale) e il reggiano Ialungo gareggiano stabilmente fianco a fianco dal 2018, ma anche nel 2012, 2014 e 2015 hanno percorso numerosi rally insieme.
Nel 2021, prima del Rally dell’Appennino, avevano tra l’altro già partecipato al Rally Internazionale del Casentino, al Rally Internazionale del Taro, al Rally Piancavallo e al Rally Il Ciocco e Valle del Serchio, sempre con una Peugoet 208, ritirandosi solo in due competizioni.
Sabato mattina, dopo il tragico impatto costato la vita al ventenne reggiano Davide Rabotti e al 34enne modenese Cristian Poggioli, sia Ialungo sia Gubertini – che sono usciti miracolosamente illesi dalla vettura, nonostante i numerosi rimbalzi ad alta velocità – sono stati soccorsi in quanto in stato di shock. Gubertini, tra l’altro, era un grande amico di Poggioli.
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