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ALBINEA 

Borzano, polemica sulle villette a schiera

Adriano Arati

Il centrodestra prende le distanze dall’intervento, la giunta replica: «Così abbiamo diminuito la superficie edificabile»

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ALBINEA. Oltre 350 metri quadrati nel centro di Borzano che fanno discutere. Nel cuore della più popolosa frazione di Albinea sono in via di costruzione alcuni edifici a uso residenziale in uno spiazzo non lontano dalla rotonda che taglia in due via Ariosto, la strada che collega il paese. Si tratta di un lotto di verde pubblico nel centro abitato assegnato a imprese edili private titolari anche di altri lotti, sempre a Borzano.

Il cantiere ha generato dubbi in alcuni abitanti e nel centrodestra albinetano, che tramite i tre consiglieri, Davide Ganapini, Giovanni Marmiroli e Marica Sarati prendono le distanze dal progetto. Il motivo? «Interpellati come opposizione, più volte siamo stati accusati di avere appoggiato questa urbanizzazione. Siamo costretti a intervenire per smentire le false notizie che stanno circolando. In consiglio comunale l’unica variante del Piano particolareggiato 28, approvata dal nostro gruppo consiliare è quella che eliminava i 4 condomini previsti a favore di 4 ville mono-bifamiliari», precisano.

Questo voto favorevole «non deve essere confuso con la terza variante, approvata solo con delibera di giunta e mai votata dall’opposizione in consiglio comunale».

Il timore principale è quello per l’impatto ambientale: «Borzano ha veramente la necessità di avere costruzioni così fitte da dedicare una variazione per costruire altre 4 villette? Non erano già sufficienti i lotti previsti per l’urbanizzazione? La posizione delle nuove costruzioni è assolutamente infelice, di fianco alla rotonda centrale del paese e di fianco ad un importante rustico di sicuro valore ».

Anche i tempi lasciano perplessi: «Ironia della sorte, la prima costruzione realizzata è proprio quella sorta sul verde pubblico, mentre in tutti gli altri lotti edificabili ancora non si intravedono cantieri», fanno notare Ganapini, Marmiroli e Sarati, che ipotizzano una scelta di “cassa” legata all’urbanizzazione.

Visione molto diversa per la giunta comunale, che ricorda i vari passaggi legati al Piano particolareggiato 28, approvato nel novembre del 2006. Nel maggio 2010 è stato «approvato uno schema di atto d’accordo con il quale si dava la possibilità di delocalizzare, al soggetto attuatore, la superficie utile di 734 metri quadrati derivante dai lotti 5,6,7 e 11 dello stesso Piano». In pratica, è stata concessa la possibilità di ridurre l’area edificabile spostandola in un’altra zona, fuori dal Piano in questione. Infine, nel 2017, una riduzione di superficie: «La ditta lottizzante ha rinunciato al 50% dei 734 metri quadrati, e quindi 367 metri quadrati sono stati cancellati, mentre i rimanenti sono stati appunto collocati su un lotto di nuova formazione, sempre nell’ambito del Piano 28». In pratica, si sostiene, «la dotazione di verde pubblico, a seguito della terza variante, rimane maggiore rispetto a quella prevista per legge: lo standard di legge è di 4.818 metri quadrati, mentre l’area verde in seguito alla terza variante che ha previsto il nuovo lotto è comunque di 5.642 metri quadrati».

La scelta attuale è rivendicata: «Il contesto è di costruzioni all’interno di un centro abitato, quindi confermiamo la buona scelta dell’amministrazione di ridurre la superficie edificabile rispetto alla potenzialità edificatoria esprimibile sul Piano 28 e il corretto disegno di un piano particolareggiato che si inserisce nell’urbanizzazione della frazione», sostiene la giunta. «In realtà si sono risparmiati 367 metri quadrati di superficie costruibile, che non verranno costruiti né a Borzano, né in altro luogo».

Adriano Arati

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