«Amore, vorrei dirti “Ci vediamo domani”»
Davide e Martina volevano sposarsi tra qualche anno «Proverò ad andare avanti portando con me i tuoi sogni»
CANOSSA. Si voleva sposare, Davide. E voleva farlo con Martina, la ragazza che amava da tre anni e che pensava di poter amare per sempre. Invece l’auto impazzita che alle 9.53 di sabato scorso l’ha schiacciato, ha schiacciato anche questa tenera, forte promessa d’amore. «Un amore di altri tempi – ha raccontato la mamma di lei dal leggio, trattenendo il pianto – fatto di lettere scritte a mano». «Davidino – l’ha poi ringraziato – quello che davi era sempre più grande di quello che ricevevi. Quello che avevi dentro di te non era mai banale, sapevi stare con tutti e a ognuno davi tanto. Avevi deciso di tatuarti una spiga di grano, simbolo dei valori contadini. Su un campo di grano hai chiuso per sempre i tuoi occhi. Sarai sempre parte della nostra famiglia – gli ha promesso – e sarai l’amore eterno di mia figlia».
Parole d’amore a cui sono seguite quelle di Martina, che per alcuni secondi è rimasta in silenzio, piegata da un dolore troppo forte da sopportare. Aveva in mano un bouquet di fiori bianchi, come quelli che, tra qualche anno, avrebbe lanciato alle sue amiche al termine di una messa ben diversa da quella di ieri.
«Ricordo il nostro ultimo abbraccio in macchina, c’era una canzone che, adesso l’ho capito, parlava di noi. “Gli innamorati restano sempre ragazzini”, è così di fatto è stato per noi», ha detto tra i singhiozzi.
«Tu resterai un’anima pura – ha continuato senza smettere di guardare il suo Davide – mentre io proverò ad andare avanti portando con me i tuoi sogni e le tue richieste. Ti prometto che appena farò un anno di patente proverò la tua macchina, andrò a San Siro, tiferò l’Inter, proverò anche a fare la Carbonara – ha cercato di sorridere, continuando a piangere – anche se lo chef in casa sei tu. Andrò nei posti in cui volevi andare, proverò a essere la stessa persona che hai conosciuto e migliorato, anche se tu hai saputo muovere corde dentro di me che io da sola non so se riuscirò a suonare».
Continuare a parlare è difficile, obbliga a pensare. A pensare che, per colpa di un destino crudele, Davide non c’è più. «Ma io continuerò a parlarti come prima – ha detto Martina, lottando per terminare il ricordo del suo amore – continuerò a fare le cose che facevamo insieme, continuerò a chiamarti come ti ho sempre chiamato, a cercare di farti ridere perché il tuo sorriso è la mia pace. Cammineremo sempre insieme con le nostre scarpe uguali, Davide».
Poi la mente vola al lockdown, quando la pandemia aveva già imposto ai due fidanzati di stare lontani: «Avevo comprato due magliette uguali su cui era scritto: “Poi vorrei rivederti domani”. Anche oggi vorrei dirti ci vediamo domani, amore mio. Sei stato la mia eternità in ogni istante di vita durato tre anni. Sarai e saremo per sempre, ti amo».
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