Fine vita, libertà di scelta e autodeterminazione
Dopo quasi otto anni dal deposito di una proposta di legge di iniziativa popolare per regolamentare tutte le scelte sul fine vita in Italia e nessun intervento del Parlamento, l’associazione Luca Coscioni (grazie alla quale nel 2017 è stata approvata la Legge 219 che riconosce il valore del testamento biologico) ha deciso di promuovere il Referendum sull’eutanasia legale con l’obiettivo principale di «riconoscere la piena libertà di autodeterminazione e di scelta della persona malata».
Sarebbero bastate 500mila firme - già superate anche grazie alla possibilità, per la prima volta in Italia, di firmare online - ma si è deciso di proseguire con le adesioni.
Si tratta di un referendum di topo abrogativo: il quesito prevede una parziale abrogazione dell’articolo 579 del codice penale che riguarda l’omicidio del consenziente e vuole rendere non punibile l’eutanasia attiva, che si verifica quando vengono somministrati farmaci che provocano la morte di chi la richiede (per eutanasia passiva invece si intende quando si interrompono le cure necessarie alla sopravvivenza, come ad esempio l’alimentazione artificiale).
Per informazioni sul referendum è possibile consultare il sito internet referendum.eutanasialegale.it.
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