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La città in lutto 

«Guido Zannoni rivive tutti i giorni nei nostri teatri tra velluti e stucchi»

«Guido Zannoni rivive tutti i giorni nei nostri teatri tra velluti e stucchi»

L’ex direttore morto a 91 anni ricordato dalla Fondazione e dal sindaco Luca Vecchi: «Trasmetteva grande saggezza» 

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REGGIO EMILIA. La scomparsa all’età di 91 anni di Guido Zannoni, storico direttore del Teatro Valli per ben 17 anni, ha scosso il mondo culturale e le istituzioni reggiane

«Conobbi Zannoni – così lo ricorda il sindaco Luca Vecchi esprimendo a nome personale e dell’amministrazione i sentimenti di vicinanza e di partecipazione al lutto a familiari e amici – subito dopo la mia prima elezione. Ebbi con lui diverse e profondi confronti. Non di rado, frequentando a piedi il quartiere della zona stazione poteva capitare di incontrarlo in compagnia del suo cane. Ascoltarlo era sempre un piacere, trasmetteva quella saggezza figlia dell’esperienza vissuta nel teatro e nella città. Se dovessi trovare due significati per ricordarlo devo dire che di lui come di tanti della sua generazione che hanno accompagnato quegli anni emergeva visione e concretezza al tempo stesso, unitamente alla consapevolezza di essere parte ogni giorno, non di una esperienza solitaria, ma di una ampia e radicata esperienza collettiva intorno a cui, dal dopoguerra in poi, si è plasmata l’identità della città e quel senso di comunità che ancora oggi contraddistingue Reggio». «Se oggi – conclude Vecchi – il Teatro Municipale Romolo Valli è ancora uno dei più prestigiosi del paese lo si deve a tanti, lo si deve anche a chi come Guido Zannoni lo condusse in anni non semplici con risultati artistici e culturali di grande valore».

«Guido Zannoni, di cui oggi piangiamo la scomparsa – così la Fondazione I Teatri – dal 1971 al 1988 è stato l’anima del Teatro Municipale Valli. La sua è stata una direzione lunga, proficua, “decisiva”. Capita spesso, anche ai nostri giorni di sentire parlare “dei tempi di Zannoni”: chi non c’era li immagina come un’epoca d’oro, a metà tra sogno e leggenda; chi c’era individua proprio lì il momento in cui il Teatro di Reggio ha saputo spiccare il volo, ben oltre i confini emiliani... In quegli anni Reggio, ma è solo une esempio tra i tanti, è assieme a Milano e Bologna una delle tre sedi del più grande festival europeo di teatro tradizionale giapponese “Non computer né robot” e si stupiscono i giornali dell’epoca. Zannoni commenta : “Per noi non è che il naturale prolungamento di un discorso iniziato due anni fa con il teatro Kabuki”. E contemporaneamente una grande attenzione alla documentazione archivistica e alla cura degli edifici stessi, con il recupero di molti spazi allora in disuso. È durante la sua direzione che i fili della storia del Teatro Ariosto si riannodano nuovamente con quelli del Municipale: il felice recupero del principale teatro di Reggio incoraggia anche quello dell’ex Politeama e getta le basi della futura “piazza dei tre teatri”. Guido Zannoni, come tutte le persone che hanno dato tanto della loro vita al Teatro, rivive tutti i giorni tra questi velluti e questi stucchi. Ogni appassionato, e noi per primi, gli dobbiamo un grazie riconoscente e affettuoso».

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