I compagni di squadra stretti fra le lacrime «Ci mancherai Rabbo»
CANOSSA. Sono andati a prenderlo a casa, come prima di una partita. E, come prima di una partita, gli hanno fatto indossare la maglia della società in cui giocava da sempre, l’Us Santos 1948 di Reggio. La squadra al completo, in divisa di ordinanza, si è presentata a Ciano per dire addio a Davide Rabotti (Rabbo, come era chiamato dagli amici). Quattro compagni hanno sollevato il feretro e l’hanno caricato sul carro funebre. Poi, in chiesa, tutti i giocatori hanno sfilato come per entrare in campo, facendo strada a lui, e con lui sono rimasti, tra le lacrime. Quando il sacerdote, su richiesta della famiglia, ha chiesto a chi volesse di ricordare Davide, al leggio si è presentato il portiere della squadra: «Hey Tommy, due rigori non li fai? Ogni volta che finivamo l’allenamento, mentre c’era chi andava in doccia e chi restava a parlare davanti allo spogliatoio, tu Rabbo mi facevi la stessa domanda. Allora io mi rimettevo in porta prendendoti in giro, perché tanto i tuoi tiri o li paravo o andavano fuori. E ogni volta tu finivi con un pallone tirato in cielo, e ridevamo. E anche il mister, i dirigenti e chi era rimasto a guardarci rideva con noi. Ora in cielo non c’è più il tuo pallone ma ci sei tu, con i tuoi sorrisi e il tuo essere sempre disponibile, solare, genuino. Ognuno di noi – ha concluso con la voce rotta – porterà per sempre un frammento di te nel cuore».
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