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Reggio Emilia, è iniziato l’asilo: solo un dipendente senza green pass

Roberto Fontanili
Reggio Emilia, è iniziato l’asilo: solo un dipendente senza green pass

Il dipendente è stato sospeso ed entro quattro giorni dovrà adeguarsi alla normativa, altrimenti scatterà la sospensione dal lavoro senza stipendio

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REGGIO EMILIA. È iniziato nel migliore dei modi l’anno scolastico negli asili e nei nidi comunali con un solo caso sui seicento dipendenti dell’Istituzione che si è rifiutato di esibire il Green Pass o l’esito del tampone (obbligatoriamente richiesti per poter lavorare). Il dipendente è stato sospeso ed entro quattro giorni dovrà adeguarsi alla normativa, altrimenti scatterà la sospensione dal lavoro senza stipendio. Diversi i casi invece di genitori che hanno mostrato il loro “passaporto” anche se non richiesto per accompagnare i figli.

L’anno scolastico iniziato ieri si è anche aperto con un aumento di circa 100 iscrizioni rispetto agli anni precedenti nella fascia 0-3 anni: sono in tutto 3.344 i bambini i bambini che frequentano l’asilo nella fascia 0-6 anni. Un dato che conferma come il comune capoluogo con 91% dei bambini nella fascia 3-6 anni e il 51% nella fascia 0-3 sia tra i più scolarizzati in regione.

Come tutti gli anni al momento dell’iscrizione si ripropone il nodo delle liste di attesa. Sulla base dei dati forniti ieri dall’assessore Raffella Curioni ma anche dal presidente e dal direttore dell’Istituzione Nidi e Scuole rispettivamente Cristian Fabbi e Nando Rinaldi, «negli asili comunali sono già stati assegnati 583 posti con una lista di attesa ad agosto che era di 118 nominativi, mentre per i nidi i posti assegnati sono stati 601, con una lista di attesa a luglio di 221 richieste». In entrambi i casi è già iniziata la chiamata per il completamento delle assegnazioni.

«Per gli asili – ha spiegato l’assessore Curioni – tutti i bambini troveranno una collocazione, anche grazie al protocollo sottoscritto con tutte le scuole (comunali, statali, paritarie e private) della fascia 0-6». Qualche problema permarrà nei nidi e in particolare nella sezione lattanti in quanto solo i nidi comunali offrono tale servizio. Il presidente Fabbi dopo aver ricordato che «quest’anno cade il cinquantesimo anniversario della legge istitutiva dei Nidi, che Reggio aveva anticipato con la creazione del nido Cervi», ha sottolineato come «la richiesta che arriva dalle famiglie sia quella di tornare alla normalità» e lamentato «la scarsa chiarezza delle normative anti-Covid che regolano l’attività».

Tutto il sistema educativo reggiano nel suo insieme è in grado di accogliere 3.344 bambini. Sono 2.054 i posti dedicati alla fascia 3-6 anni (di cui 1.664 a gestione diretta del Comune in 21 strutture, a cui si aggiungono 254 in strutture convenzionate), mentre per i nidi i posti sono 725 in strutture comunali e 565 in 25 nidi convenzionati. A questi si aggiungono infine i posti disponibili nelle 14 scuole d’infanzia statali (che inizieranno l’attività il 15 settembre), nelle scuole e i nidi della Fism e in quelle convenzionate e paritarie. «Un sistema – ha ricordato l’a ssessore – che il Comune supporta con un investimento di 1,6 milioni per offrire una proposta educativa integrata».

«Quest’anno l’anno scolastico nelle scuole comunali si apre con l’arrivo – hanno sottolineato Nando Rinaldi e Cristian Fabbi – di 38 nuovi educatori e 11 insegnanti e con un investimento di 400mila euro per lavori di manutenzione, mentre è in corso un’indagine per conoscere la richiesta del tempo lungo. Un modello che se troverà l’interesse dei genitori partirà in ottobre». Da segnalare infine che la selezione per educatori e insegnanti che ha portato all’assunzione di 49 nuove unità, nonostante la partecipazione di 1.800 candidati, non ha consentito di coprire tutti i posti disponibili nel bando.

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