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«Pista di cantiere per i tir della ghiaia»

Daniela Aliu
«Pista di cantiere per i tir della ghiaia»

La proposta dell’ opposizione sui lavori per la via Emilia bis «Usare i 200mila euro in avanzo per il progetto definitivo»

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SANT'ILARIO. «Sul tema della variante di Calerno alla via Emilia, periodicamente assistiamo a generiche dichiarazioni da parte delle istituzioni locali, Provincia e Comune, dove si prendono impegni fumosi, si definiscono accordi preliminari senza effetti reali ma si allontana l’obiettivo della realizzazione in un futuro indeterminato». È quanto sostiene il gruppo “Alternativa civica per Calerno e Sant’Ilario” in una nota che porta la firma di Alberto Iotti Marco Orlandini e Silvia Ferrari.

«Alternativa civica – scrive il gruppo – sulla via Emilia si è impegnata e ha studiato documenti e progetti e, nei mesi scorsi, ha avanzato due proposte concrete e praticabili, sulle quali non ha ancora avuto risposta».

Secondo il gruppo di opposizione, in primo logo, si possono usare 200mila euro già disponibili per la redazione del progetto definitivo della variante. «La versione finale del progetto della rotonda tra via Razza e l’asse che da Calerno porta al casello autostradale ha un costo di 400mila euro rispetto ai 600 mila stanziati inizialmente. Rimangono così disponibili 200mila euro che la Provincia si è impegnata a investire sul territorio di Sant’Ilario. Noi proponiamo che queste risorse siano utilizzate per il progetto definitivo della variante di Calerno. A nostro parere non c’è un’opera più importante e urgente di questa».

La seconda proposta riguarda la realizzazione di una pista di cantiere sul tracciato delle varianti alla via Emilia da Sant’Ilario alla nuova tangenziale nord di Reggio. «L’attuale tangenziale di Reggio verrà prolungata fino a Corte Tegge – continuano – l’opera porta il valore di 180 milioni di euro e verrà realizzata da Anas, in circa quattro anni. Esaminando i dati progettuali, emerge che il fabbisogno di inerti è pari a circa 1.100.000 metri cubi. La maggior parte dei materiali proviene dalle cave poste ad ovest di Reggio. Il trasporto degli inerti, per circa due anni, richiederà 21 camion/ora (equivalenti a un camion ogni tre minuti), che percorreranno l’attuale via Emilia. Per questo, ai camion delle cave occorre un’alternativa individuando una specifica pista di cantiere, che può coincidere con il tracciato previsto per le varianti alla via Emilia. Per quanto riguarda il finanziamento della nuova pista di cantiere – aggiungono – non può che ricadere in primo luogo sul titolare dell’opera, l’Anas. In sede di gara, l’associazione di imprese che si è aggiudicata i lavori ha offerto un ribasso d’asta del 13,752%, per un importo di circa 18 milioni di euro. È un’economia che può in parte essere destinata alla realizzazione della nuova pista. Le aziende proprietarie delle cave che forniranno il cantiere devono farsi carico in parte della mitigazione dei problemi derivanti dal passaggio dei loro camion».

«I Comuni di Reggio e di Sant’Ilario e la Provincia – concludono i consiglieri – non possono trascurare la tutela dei centri interessati dal passaggio degli automezzi pesanti. Sono due proposte chiare e concrete, per tutelare i centri posti sull’attuale via Emilia e per avviare la realizzazione delle varianti. Chiediamo ai comuni di Sant’Ilario e di Reggio, così come alla Provincia, di impegnarsi in questa direzione, nella consapevolezza che ogni anno quasi sette milioni di automezzi attraversano i centri di Calerno, Gaida, Cadè e Cella. a cui rischiano di aggiungersi 21 camion all’ora carichi di ghiaia».

Daniela Aliu

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