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la deposizione 

Soldi, viaggi e contatti durante la latitanza

E.Spa.

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REGGIO EMILIA. Si è tornati a parlare anche di don Ercole Artoni e di don Lorenzo Braglia, entrambi deceduti ed entrambi in passato accusati e prosciolti dall’accusa di favoreggiamento. Due figure su cui – in particolare don Artoni – il presidente della Corte d’Assise, Francesco Caruso, ha manifestato la necessità di approfondimenti. L’ex capo della Digos di Reggio, Raffaelel Ponzetta, ha ammesso di non essersi occupato direttamente di quelle vicende. Ma nella sua deposizione, oltre a ricostruire le indagini reggiane durante la latitanza di Bellini, Ponzetta ha ripercorso anche gli spostamenti della Primula Nera fra Germania e Svizzera, riferendo su un documento in cui risultavano intestati a Da Silva diversi conti correnti, nonostante quest’ultimo secondo il testimone si mostrasse durante gli interrogatori dell’epoca con fare dimesso. Sempre Ponzetta ha elencato alcuni esponenti di Avanguardia Nazionale dell’epoca con cui Bellini era in contatto, come Giulio Firomini, Fulvio Cagetti, Guido Boiardi e Gaetano Orlando. Sono inoltre rispuntati anche i nomi di Franca Tanzi e di Piercelso Mezzadri. E la Procura è tornata a depositare atti del processo su Alceste Campanile. La difesa di Bellini nel controesame si è soffermata molto sull’ex ispettore della Mobile di Reggio, Rolando Balugani, finito in carcere per rivelazione di segreto istruttorio durante le indagini su Bellini, ma poi prosciolto. Senza dirlo apertamente, la difesa ha puntato su una sorta di accanimento personale, con un «dente avvelenato» confermato anche dal teste, che tuttavia lo ha ricondotto a motivi esclusivamente professionali.

E.Spa.

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