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«Uno scandalo i “finti bar” che permettono di ballare»

Adriano Arati
«Uno scandalo i “finti bar” che permettono di ballare»

Dura protesta di Bruno Bocedi e Fausto Sassi, conosciuti organizzatori di eventi «Noi rispettiamo tutte le regole mentre in altri locali si danza senza mascherine»

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Adriano Arati

CASTELLARANO. «Ci sono locali in cui si balla senza problemi mentre noi rispettiamo tutte le regole, controlliamo tutto e ci troviamo in perdita. Vorremmo che tutti fossero alla pari, perché non è così?».

L’amara riflessione arriva da Bruno Bocedi e Fausto Sassi, conosciutissimi gestori di locali e organizzatori di eventi scandianesi, per decenni alla guida dell’amatissima radio K-Rock, organizzatori di serate in tante discoteche fra cui il Corallo e, in estate, il Rockville, vicino a Roteglia di Castellarano.

Per loro, come per tutti gli operatori del settore, il 2020 e il 2021 sono stati un periodo durissimo, segnato principalmente da chiusure. A inizio agosto il Rockville ha riaperto i battenti negli ampi spazi verdi dei colli di Roteglia, richiamando centinaia di persone senza però possibilità di ballare, come da regole. Altrove però, segnalano Bocedi e Sassi, questi vincoli sono stati spesso ignorati usando come “paravento” l’apertura di un bar o di un locale con musica di intrattenimento per poi permettere danze e più movimenti.

«Noi abbiamo atteso per tanti mesi aspettando le indicazioni sulle possibili riaperture delle discoteche, altri locali nella nostra zona sono aperti da maggio e in questo periodo hanno fatto ballare liberamente. Non vogliamo preferenze ma neppure essere penalizzati perché rispettiamo le norme», spiega Bocedi. «Al Rockville chiediamo a tutti il green pass, facciamo tutti i controlli, gestiamo ogni momento e chiaramente non si può ballare in compagnia, come da legge. Ed è giusto che sia così, il momento è questo e le regole sono queste».

In altri luoghi però la questione cambia. «Penso alla nostra zona, al distretto ceramico reggiano e modenese, in particolare a Scandiano e Sassuolo. Sappiamo benissimo che ci sono dei locali che teoricamente fanno solo serate “da bar”, con musica da ascolto, ma poi fanno ballare senza problemi anche senza mascherine. Abbiamo visto i nomi di diversi dj piuttosto famosi e piuttosto costosi indicati come ospiti delle serate, dubito che vengano chiamati per non far ballare», racconta. Le “prove” non mancano, visto che i vari eventi vedono la partecipazione di centinaia di ragazze e ragazzi che documentano le serate con foto e video. Il risultato è una sorta di “concorrenza sleale”.

«Non c’è niente da fare, a parità di offerta i ragazzi andranno dove sanno di poter ballare e dove ci sono meno controlli, meno problemi di accesso. Noi non chiediamo privilegi, è giusto che ci siano controlli e verifiche, ma non è per nulla corretto che altri possano operare fuori dalla legge e a pochi chilometri da dove siamo noi – prosegue Bocedi –. Oltretutto, ripeto, questi locali lavorano da mesi mentre noi, come discoteca, abbiamo voluto aspettare agosto per le indicazioni nazionali».

La differenza, alla fine, emerge: «Noi ci troviamo a far fronte a perdite e debiti, abbiamo centinaia di presenze ma il Rockville è molto grande. Abbiamo fatto tre sabati ad agosto, ora chiuderemo con una festa ad ingresso gratuito, e valuteremo anche il meteo per capire come proseguire. Di sicuro, però, vorremmo che tutti partissero alla pari, e che ci fosse il rispetto delle leggi da parte di tutti gli operatori. Capisco che il settore non è di quelli a cui si pensa in questa fase, ma per tante persone questo mondo rappresenta, e da tempo, il proprio lavoro».

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