A fuoco l’auto di un costruttore Il 45enne: «Non ho nemici»
È un atto doloso, incendiata nella notte solo la parte posteriore della macchina Indagano i carabinieri: è il terzo rogo sospetto di una vettura nel giro di un mese
REGGIOLO. Ancora un’auto a fuoco nella Bassa.
Mercoledì – intorno alle 23.30 – i carabinieri di Reggiolo sono intervenuti nella frazione di Villanova per le fiamme che hanno avvolto la parte posteriore di una Nissan X-Trail del valore di circa 30mila euro e di proprietà di un imprenditore edile di 45 anni di origine campana. Parallelamente sul posto sono piombati i vigili del fuoco di Guastalla, allertati da alcuni residenti. Le cause dell’incendio dovrebbero essere di origine dolosa. Un atto che l’imprenditore edile non sa spiegarsi, infatti ai militari ha detto di non avere nemici nè problemi di sorta. Sul caso indaga il nucleo operativo dei carabinieri di Guastalla, ma con una visione complessiva perché nel giro di nemmeno un mese sono già tre le vetture bruciate in zona: due a Reggiolo e una a Fabbrico. Tre roghi con l’unica mano di un piromane? Oppure tre incendi con storie diverse? Il 6 agosto, in via Irlanda a Reggiolo, è andata a fuoco una Mercedes Glc del valore di 40mila euro di proprietà di Pasquale Muto, avvocato reggiolese codifensore, nel processo Aemilia, sia di Giuseppe Iaquinta sia del figlio Vincenzo (ex calciatore, campione del mondo 2006 in maglia azzurra). Per il legale le fiamme sono state innescate da un corto circuito e per i pompieri il violento incendio non ha lasciato tracce che facciano pensare con sicurezza ad un liquido infiammabile come innesco. Il rogo dell’auto del professionista è stato comunque segnalato all’Antimafia.
Due giorni dopo a Fabbrico l’incendio – in via Gallia – di una Peugeot 308 di proprietà di un operaio 60enne. Il fatto che a bruciare sia stata la parte posteriore della vettura, lascia supporre l’azione dolosa.
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