Fascicoli sanitari Il 42% dei reggiani è già in possesso del suo “archivio”
Muzzini: «È una buona percentuale ma speriamo aumenti Rappresenta lo strumento del futuro, una sicurezza»
Martina Riccò
REGGIO EMILIA. Sono circa 214mila i fascicoli sanitari elettronici attivati a Reggio Emilia su un totale di assistiti – che hanno il diritto di attivare questo strumento – di 504mila. «Il 42% è una buona percentuale – commenta la dottoressa Maria Luisa Muzzini, responsabile amministrativo del dipartimento di cure primarie dell’Ausl di Reggio – ma speriamo che cresca ancora, perché il fascicolo sanitario elettronico è davvero uno strumento utile, molto importante soprattutto per la sicurezza della cura. Grazie al fascicolo ogni persona ha con sé la sua intera storia clinica e in caso di bisogno, anche se si trova fuori regione o addirittura all’estero, è in grado di riferire con sicurezza di che allergie soffre, che vaccinazioni ha effettuato, quali medicinali assume e in quali dosaggi».
Il Covid ha influito sull’attivazione dei fascicoli sanitari elettronici?
«Nel 2020 abbiamo registrato un netto incremento di richieste. I primi fascicoli sono stati attivati nel 2011, parliamo di un centinaio, poi fino al 2019 ne abbiamo attivati in media 20mila all’anno, ma nel 2020 ne abbiamo attivati circa centomila».
Chi può attivare il servizio?
«Tutti gli assistiti, ovvero tutti coloro che sono seguiti da un medico di medicina generale a Reggio e provincia, in modo gratuito. Basta effettuare l’attivazione delle credenziali Spid, selezionando uno dei modi di riconoscimento, per esempio scattandosi una fotografia con il cellulare, e poi recarsi in uno sportello Cup, Saub e Urp con un documento di identità. Stiamo lavorando affinché, entro la fine dell’anno, tutti questi sportelli, a Reggio e nei vari distretti della provincia, siano abilitati a rilasciare l’identità digitale. Dopo aver effettuato l’attivazione dello Spid ci si può anche recare in una delle 91 farmacie che nella nostra provincia hanno aderito all’iniziativa coordinata dalla Regione Emilia-Romagna. Nel primo semestre del 2021 sono state 17mila le persone che si sono recate in farmacia per ottenere le credenziali Spid o per farsi aiutare nell’attivazione del fascicolo».
Tutte procedure che, generalmente, sono semplici per i giovani, mentre per gli anziani...
«Gli anziani possono comunque richiedere le proprie credenziali Spid e poi, nel momento dell’attivazione del fascicolo sanitario elettronico in uno degli sportelli indicati o in farmacia, possono dare l’autorizzazione ad altre persone, cinque al massimo, di consultarlo. L’autorizzazione è in ogni momento revocabile».
Tra queste cinque persone non figurano il medico di famiglia e i professionisti sanitari...
«No, il medico di medicina generale e i sanitari possono accedere al fascicolo sanitario elettronico al bisogno e su autorizzazione dell’assistito. Rimane sempre traccia di chi l’ha aperto e consultato».
E nel caso di minori?
«Qui è diverso. I minori, così come i maggiorenni tutelati da tutore legale o amministratore di sostegno, possono essere associati al fascicolo sanitario elettronico del genitore, di entrambi o del tutore appunto. Al compimento del 18esimo anno di età sarà il maggiorenne ad attivare, se lo vorrà, il suo fascicolo».
I servizi a disposizione sono tantissimi e sempre in divenire.
«Oltre ad avere sempre con sé l’archivio dei propri dati sanitari, il fascicolo sanitario elettronico permette di prenotare e disdire visite ed esami (importante perché sono previste sanzioni per chi prenota e non si presenta), pagare online e visualizzare le ricevute di pagamento, compilare autocertificazioni per le esenzioni (tra poco sarà possibile compilare anche quella per la disoccupazione), cambiare o revocare il proprio medico di famiglia. C’è anche la possibilità di inserire lettere di dimissioni o referti rilasciati da privati non convenzionati, per avere un archivio completo. E poi si possono consultare gli orari di visita del proprio medico di famiglia, rimanere sempre aggiornati su eventuali cambiamenti di sede o altro. Il tutto tramite notifiche che arrivano sulla propria mail o sul cellulare. Il Fascicolo sanitario elettronico è lo strumento del presente e del futuro. Utilissimo e importantissimo, soprattutto in tempo di pandemia, quando meno ci si sposta - e meno si frequentano luoghi affollati - e meglio è».
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