Hanno già ricevuto le credenziali Spid oltre 4mila cittadini
Boom di richieste negli ultimi due anni Sempre più diffuso l’uso dell’app Io
REGGIO EMILIA. Per attivare il Fascicolo sanitario elettronico, ma anche per accedere a sempre più servizi digitali delle amministrazioni locali e centrali, occorre avere una identità digitale riconosciuta.
Tra i diversi sistemi tra cui scegliere c’è lo Spid (l’acronimo sta per Sistema pubblico di identità digitale) riconosciuto dalla pubblica amministrazione.
Nel 2020 le identità Spid attivate dal Comune di Reggio Emilia sono state 2.405, altre 674 si sono aggiunte nel primo semestre del 2021. «Di queste identità e in questi due anni – spiega l’assessore comunale Lanfranco De Franco – circa il 95% è stato attivato dall’Urp».
In totale le identità Spid attivate nel nostro comune sono 4.296, di cui il 71% negli ultimi due anni. «Abbiamo iniziato, primi a farlo in regione, nel maggio 2019», sottolinea De Franco.
In questi ultimi mesi, a partire dal 25 marzo fino al 2 luglio (ultimo giorno prima della pausa estiva), sono state 456 le persone che si sono recate nei cinque sportelli Spid aperti a Reggio per chiedere assistenza nella fase di registrazione on-line. Di questi, 200 uomini (44%) e 256 (56%) donne.
In particolare 146 cittadini (74 uomini e 72 donne) si sono recati allo sportello del Centro sociale Orologio, 111 utenti (51 uomini e 60 donne) si sono rivolti allo sportello della Sala civica di Rivalta, 101 persone (41 uomini e 60 donne) hanno scelto di rivolgersi ad Auser, 57 cittadini (22 uomini e 35 donne) hanno scelto Arci Reggio Emilia e infine 41 (12 uomini e 29 donne) al Laboratorio aperto, nel punto attivo da fine aprile.
«Rispetto all’app Io – aggiunge De Franco – abbiamo inviato i primi messaggi per notificare la scadenza della carta di identità nel luglio del 2020. Siamo stati tra i primi Comuni a partire e in quel periodo l’app era ancora poco diffusa: circa il 5% dei messaggi inviati veniva ricevuto da cittadini con l’app installata. Nel gennaio del 2021 abbiamo inviato i primi messaggi con avvisi di pagamento. Si trattava delle luci votive nei cimiteri: la diffusione dell’app Io era già molto cresciuta – ricorda De Franco – ma l’utenza di riferimento per questo pagamento è in maggioranza anziana, quindi solo il 10% dei destinatari degli avvisi aveva l’app installata (1.001 cittadini hanno ricevuto il messaggio sull’app, a fronte di 10.309 bollette cartacee emesse per persone fisiche). Nel giro di pochi minuti dall’invio del messaggio tramite app, sono comunque arrivati i primi pagamenti».
Al momento sono tre i servizi attivi sull’app Io: servizi demografici, sportello unico attività produttive (Suap) e servizi cimiteriali.
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