Gazzetta di Reggio

Reggio

nuovi guai per un 33enne 

Evade dai domiciliari per perseguitare ancora la compagna: arrestato

AM.P.

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REGGIO EMILIA. Non è stato trovato in casa di notte, mentre era autorizzato ad uscire solo in orario di lavoro, un 33enne di nazionalità rumena che si trovava agli arresti domiciliari per stalking nei confronti dell’ex convivente.

L’uomo ha visto aggravarsi la sua posizione: il beneficio dei domiciliari è stato revocato e per lui si sono aperte le porte del carcere. La notifica è stata recapitata giovedì sera dal personale della Squadra Volante della polizia di Stato.

I fatti sono risalenti nel tempo. Secondo il racconto dell’ex compagna, anche lei rumena di 33 anni, dopo la nascita della loro figlia nel 2014 la coppia ha iniziato a convivere, ma ben presto i rapporti si sono deteriorati; a detta della donna a causa dei vizi del compagno, che abusava di alcol e giocava somme al di sopra delle sue possibilità nelle sale Vlt. Per questi motivi il ménage familiare si era rivelato sempre più conflittuale, tanto da indurre la coetanea a interrompere il rapporto nel 2016. Da subito l’uomo, che non ha accettato la fine della relazione, ha rifiutato qualsiasi accordo e ha iniziato a perseguitare la donna: le telefonava di continuo, le inviava centinaia di messaggi al giorno contenenti frasi minacciose in rumeno, spesso si appostava sotto casa dell’ex, che per paura è stata costretta a cambiare radicalmente le proprie abitudini. Dopo essere stato colpito dal divieto di avvicinamento, dall’obbligo di firma e infine dai domiciliari, pareva che il 33enne avesse messo la testa a posto e cambiato atteggiamento, tanto che negli ultimi mesi si era riavvicinato alla figlia e stava seguendo il percorso definito dalle assistenti sociali.

Senonché c’è stata una coda: l’anno scorso gli atti persecutori sono ricominciati, causando una nuova denuncia della donna. Vista la delicatezza della situazione, i periodici controlli da parte della questura sono diventati più stringenti.

L’8 agosto, nel corso di uno di questi controlli effettuato dalla Squadra Volanti, il 33enne non si è fatto trovare nella sua abitazione di via Rabitti, una laterale di via Fratelli Cervi a Pieve Modolena; gli agenti hanno ripetutamente suonato al citofono esterno e al campanello, senza ottenere una risposta. L’interessato, tramite l’avvocato di fiducia Annalisa Bassi, ha dichiarato di non aver sentito il campanello perché era piena notte e stava dormendo; giustificazione che non è bastata per evitare la detenzione.

AM.P.

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