«Ora un pranzo sul sagrato per raccogliere i fondi»
La proposta viene dal Comune. Il sindaco Nasciuti: «Un segnale di vicinanza forte a don Rino». La condanna forte di tutte le forze politiche
SCANDIANO. Un pranzo o una cena sul sagrato della chiesa di Ca’ de Caroli per raccogliere fondi con cui risistemare il luogo di culto danneggiato. La proposta arriva dal sindaco di Scandiano, Matteo Nasciuti, ed è stata sottoposta al parere del vescovo e della parrocchia per valutarne fattibilità ed eventuali modalità. Il ricavato sarebbe da devolvere interamente al ripristino e rappresenterebbe «il segnale che tutta la comunità è vicina a don Rino e a tutti i parrocchiani di Ventoso e Ca’ de Caroli», sottolinea Nasciuti. Le prime adesioni (per ora ovviamente legate all’effettiva realizzazione dell’evento) sono già arrivate da abitanti e associazioni.
«Ho inviato al vescovo Massimo Camisasca, e all’unità pastorale “Pieve di Scandiano” questa proposta per dare un immediato segnale concreto, da parte di tutta la comunità, in risposta alla vandalizzazione della chiesa di Ca’ de Caroli», annuncia il primo cittadino. «Insieme al vice sindaco Elisa Davoli e a tutta l’amministrazione comunale abbiamo infatti deciso subito di attivarci, nella speranza che le forze dell’ordine possano individuare presto i colpevoli, per dare una risposta collettiva, forte, a un atto che riteniamo vile e intollerabile – continua – Un pranzo sul sagrato della chiesa, aperto alla collaborazione dell'associazionismo che in gran parte sta condividendo lo sgomento per quanto accaduto, è nella nostra idea un modo di dimostrare unità e coraggio di fronte a un gesto tanto meschino».
Le prese di posizione sono state tante, a partire da quelle della principale realtà di aggregazione di Ca’ de Caroli, il circolo Arci Le Ciminiere: «Siamo sgomenti e rattristati di fronte a questo grave fatto che colpisce la parrocchia e lascia attonita tutta la comunità carlese. Siamo pronti a dare il nostro contributo per ripristinare quanto è stato devastato e prenderemo contatti con don Rino per capire come possiamo essere d’aiuto».
Anche il mondo politico locale si è mosso in massa. I gruppi della maggioranza di centro-sinistra condannano il gesto: «Profanare un luogo di culto è un atto gravissimo e vile, che offende e colpisce l’intera comunità, che va contro i principi fondanti di ogni democrazia. Offendere il sentimento religioso di tanti credenti, danneggiando e distruggendo ciò che è un bene comune, denota ignoranza e stupidità».
Di «sconforto e sconcerto per la profanazione sacrilega senza precedenti, miserabile segno dei tempi nei quali viviamo» parla il consigliere di opposizione Alessandro Nironi Ferraroni. Nell’auspicare che i colpevoli siano individuati, «l’indignazione ferma lascia il posto alla preghiera di riparazione per il tramite del ricordo di don Carlo Terenziani che così tanto volle proprio quella chiesa per la sua amata comunità».
Adr.Ar.
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