Sanitari No-Vax, primi ripensamenti Spedite altre 66 lettere di sospensione
Dopo il provvedimento una decina di operatori ha deciso di vaccinarsi. Sul fronte contagi preoccupano i focolai familiari
Roberto Fontanili
REGGIO EMILIA. Sono una decina i medici e i sanitari no vax residenti a Reggio che, dopo aver ricevuto la lettera di sospensione dal lavoro senza stipendio, si sono sottoposti a vaccinazione e sono già rientrati in servizio. Nel frattempo, tutti gli operatori sanitari che non si sono ancora vaccinati hanno ricevuto la seconda lettera di richiamo e inoltre sono state inviate dall’Ausl altre 66 lettere di sospensione (che hanno effetto dal giorno successivo all’invio).
«Per più della metà dei casi – ha spiegato ieri il direttore generale dell’Ausl reggiana, Cristina Marchesi – si tratta di personale non alle dipendenze della nostra azienda. Il rientro in servizio di coloro che era stati sospesi è un fatto positivo e il loro reintegro è avvenuto solo dopo che si sono sottoposti a vaccinazione. Una decisione che ciascuno di loro ha maturato in tempi e modalità diverse». Se a Reggio il numero dei medici e operatori sanitari no vax non raggiunge i numeri che si registrano a Modena o in Romagna, la loro assenza comunque pesa sul funzionamento della macchina sanitaria e nel proseguimento nell’attività di vaccinazione.
Nell’ultima settimana sulla base dei dati forniti ieri dai vertici aziendali sull’andamento della pandemia e sull’avanzamento del piano vaccinale, sono state inoculate complessivamente 734.45 dosi, di cui 398.468 prime dosi e 335.984 seconde dosi. Dati che portano la percentuale dei vaccinati nella nostra provincia all’82.3% per la prima dose e al 76% per il ciclo di vaccinazioni completo, con quest’ultimo che è il più alto in tutta la regione. Se la situazione della pandemia nell’ultima settimana ha confermato un andamento costante – con un picco fatto registrare negli ultimi due giorni anche sul piano dei ricoveri ospedalieri – si conferma però la presenza di diversi focolai familiari e di gruppi di amici.
«Mentre – ha rimarcato la dottoressa Eufemia Bisaccia del Dipartimento sanità Pubblica – non si registrano nuovi focolai in ambienti di lavoro». Un risultato frutto delle vacanze e in particolare del week end di Ferragosto, che conferma nei nuovi contagiati un’età media intorno ai 35 anni. Un trend di lenta discesa si registra anche nei ricoveri ospedalieri, come ha sottolineato il direttore dei presidi reggiani, Giorgio Mazzi, «con un accesso medio al Pronto soccorso di 393 persone al giorno (in aumento di 40 unità rispetto alla settimana precedente per effetto del Ferragosto) e con una percentuale di positivi del 5% rispetto al 10% dello stesso periodo dello scorso anno. Il ricovero di pazienti positivi è sceso dal 4.5 a 2.4 unità al giorno con il numero totale dei ricoverati per Covid che è passato da 39 a 33 unità».
Di questi, 3 sono in Terapia Intensiva (e si tratta di non vaccinati), 4 sono ricoverati in Pneumologia, 14 nel Reparto Infettivi e 12 nel Reparto Medicina dell’ospedale di Scandiano. «La situazione - ha poi concluso Mazzi - non è ancora sufficientemente stabile per ipotizzare la riduzione dei 50 posti letti Covid».
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