Strage di Bologna, Bellini colto da infarto: «Dovrà riguardarsi»
Capitella, avvocato della Primula Nera al processo mandanti: «Resterà ricoverato in cardiologia ancora qualche giorno»
REGGIO EMILIA. «Il mio assistito ha avuto un infarto. Al momento è ricoverato nel reparto di cardiologia del Sant’Orsola di Bologna, dove presumo che lo tratterranno per qualche giorno per sottoporlo agli esami del caso. Bisogna essere forti di cuore per affrontare un processo del genere». Così Antonio Capitella, l’avvocato di Paolo Bellini, ha aggiornato sulle condizioni di salute della 68enne Primula Nera ed ex Avanguardia nazionale Paolo Bellini, che venerdì scorso è stato colto da malore nell’aula della Corte di Assise di Bologna, dove è imputato per concorso in strage nel processo mandanti sull’attentato in stazione del 2 agosto 1980.
Si tratta del secondo malore per Bellini: già nell’udienza dell’11 giugno il presidente della Corte d’Assise e del Tribunale di Bologna Francesco Maria Caruso – per anni presidente del tribunale anche a Reggio nonché presidente della Corte nel maxiprocesso Aemilia – aveva sospeso l’udienza per una decina di minuti per consentire i soccorsi. «Il mio cliente – spiega Capitella – ha gravi problemi circolatori ed evidentemente ha risentito del clima: la pressione arteriosa gli è schizzata a 190 come minima. Questo processo è un impegno gravoso, ora Bellini dovrà riguardarsi».
Anche venerdì l’udienza è stata sospesa per una ventina di minuti per consentire i soccorsi alla Primula Nera, che ha lasciato l’aula dopo aver autorizzato i suoi difensori, Antonio Capitella e Manfredo Fiormonti, a proseguire la seduta. Dopo il fuori programma il processo è ripreso con una comunicazione del presidente della Corte: «Diamo atto che l’imputato Bellini viene ricoverato al Sant'Orsola, ma ha detto ai suoi difensori di proseguire con l’udienza». Al momento del malore era in corso la testimonianza di Dino Bartoli, nel 1983 condannato in primo grado per furto di mobili, all’epoca in attesa dell’Appello. E autore in carcere a Reggio, sempre nel 1983, di un memoriale sulle confidenze ricevute dal suo compagno di cella, Gianfranco Maggi, circa il coinvolgimento di Paolo Bellini e altre figure della destra nella preparazione ed esecuzione della strage della stazione di Bologna. Memoriale su cui si indagò già all’epoca, su un racconto che secondo quanto riferì Maggi proveniva addirittura da Guido Bellini, fratello di Paolo, che gli fece queste confidenze qualche tempo prima di morire. È stato a questo punto che la Primula Nera ha accusato il malore.
In molti processi in cui è stato testimone nel corso degli anni la Primula Nera ha spesso parlato della sua salute, mostrando certificati che attestano soffra di trombocitemia essenziale, malattia che porta a una produzione eccessiva di piastrine nel sangue e si caratterizza per un aumento del rischio di trombosi, influendo – a dire di Bellini – anche sulla sua capacità di ricordare con precisione date molto indietro nel tempo.
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